Canzoni della giovinezza perduta

Canzoni della giovinezza perduta
Il barista di una palestra che esce con le donne di mezz’età, per dimenticare l’unica ragazza che ama e non può avere. Un artista emergente che assapora il successo improvviso, sentendolo già sfumato. Un ingegnere trasferitosi al Nord per cercare fortuna che decide di mollare tutto e tornare a casa. Un giovane medico che trova lavoro in un paese del Mezzogiorno e sposa una donna che porta sfortuna. Un giornalista locale che mira a realizzare lo scoop che gli cambi la vita. Un aspirante rockstar che viene reclutato come modello e uno scrittore che s’improvvisa regista, e rimane incastrato nel giro della malavita…
Questi sono solo alcuni dei personaggi di Canzoni della giovinezza perduta, originale raccolta di racconti che si sciolgono l’uno dentro l’altro e poi di nuovo si ricompongono, in un gioco di richiami e trame che s’intrecciano e sorprendono durante la lettura, aprendo un nuovo punto di vista sulle storie precedenti o chiudendo quel finale aperto che aveva lasciato dubbiosi. Il libro si presenta così quasi come un romanzo, dove dopo un po’ riconosci le facce di ognuno e i piccoli segreti che occulta e che lo rendono se stesso. Sullo sfondo di questa disparata umanità, un Sud di cui non si intravedono i confini: una Basilicata sconosciuta, che accosta la magia popolare alle galleria d’arte d’avanguardia, dove s’incontrano femme fatale disinibite e ragazze che ancora scelgono il rapporto anale pur di restare vergini. Un mondo liquido e contradditorio, dove si muovono in maniera altrettanto disarticolata i personaggi di Gaetano Cappelli: ragazzi sulla soglia della maturità che non sembrano particolarmente ansiosi d’attraversare la sponda, a volte spinti a forza nel mondo adulto, altre volte in cerca di una rivincita sul destino mediocre attraverso le relazioni sentimentali. Sono proprio le storie d’amore e sesso a riscattare le vite di molti, felici o disastrose che siano: è la loro esistenza a gettare un’ombra di colore laddove c’era solo grigio, a dare un senso a giorni che altrimenti sarebbero scorsi identici. Con uno stile asciutto e leggero, Cappelli tratteggia un mondo a prima vista semplice, fatto di azioni che comportano conseguenze, senza spazio per i sofismi o i tormenti mentali: una superficie di lago dove galleggiano tutti i protagonisti di questo microcosmo perfettamente realistico. Ma la calma è solo apparente, sotto il pelo dell’acqua ribollono inquietudini e paure, sogni e certezze di fallimento: tutto il bagaglio che ci portiamo dietro e che rende ciascuno, per quanto mediocre, fuori dall’ordinario.

 

 

 

 
 
 
 
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