Canzoni senza musica

Canzoni senza musica

Vive in una stanza bella, grande, ordinata, accogliente. Una finestra verso il cielo lascia entrare la luce del sole di giorno e il buio della note di note. Quella stanza è il suo regno, e se desidera una parete di un certo colore basta mettersi a dipingere. Ogni tanto nell’intonaco spunta una piccola crepa. Di norma la ripara. Un giorno decide di lasciarla, e pian piano da lì si infiltra un raggio di sole e un soffio di brezza… Che ci fa una civetta la cinema, appollaiata sullo schienale della poltroncina numero 14 della fila L, proprio davanti al posto 14 della fila M, dove è invece è appollaiato lui? Di certo non può fare ambarabàciccìcoccò, che per quello di civette ne servono altre due e pure un comò… Sin dal giorno in cui riesce a barcollare sui pedali per cento metri o poco più Alessandro sogna una bici tutta sua… Claudia e Marcello sono fatti l’una per l’altro. O l’uno per l’altra, a seconda se li si guarda da destra a sinistra o viceversa… Non passa estate senza che Filippo trascorra qualche giorno al suo paese…

Il sottotitolo che fa bella mostra di sé sulla copertina, che ben riproduce la molteplicità dei temi, del volume, ossia Trenta racconti con il sorriso in sottofondo, è già di per sé una sintesi decisamente efficace di quest’opera. Che si distingue per un’estrema piacevolezza e varietà anche a partire dalla lunghezza dei testi raccolti insieme, alcuni perfettamente compiuti pure semplicemente nello spazio di un paragrafo. In essi si avvertono distinti gli echi di Queneau e della migliore prosa aforistica, di icastica ed esemplare brevità, ricca di bellezza e di dolceamara ironia, una sorta di puzzle o meglio di patchwork policromo attraverso il quale Andrea Valente ‒ scrittore e con ogni evidenza non a caso illustratore, dato che la sua scrittura è vividamente pittorica e ha la capacità di far immergere il lettore in un’atmosfera immediatamente riconoscibile ma mai banale o fine a sé stessa, caratterizzata in modo tanto dettagliato da apparire come una fotografia ‒ immortala tutte le sfumature dell’animo umano. I suoi personaggi, uomini e donne, sono come strumenti di un’orchestra: ognuno suona a suo modo lo spartito dell’esistenza, cercando la felicità.



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