Caporetto

Caporetto

Le cartoline di precetto arrivano il 27 maggio del 1915. Sono bianche per la fanteria, granata per i bersaglieri, verdi per gli alpini e gialle per gli artiglieri. Da tre giorni il Regno d’Italia ha formalmente dichiarato guerra all’impero austro-ungarico. In Sicilia vigono ancora antichi equilibri che si discostano dal resto del Paese. Il passaggio dai Borbone ai Savoia si è avvertito poco e sull’isola continuano a comandare i cosiddetti “galantuomini”, i latifondisti e i proprietari di miniere di zolfo che quotidianamente stringono patti talvolta con la massoneria, altre volte con la mafia. Alfio e Ciccio sono due giovani benestanti cui poco interessano gli sforzi bellici italiani che però sono costretti a partire per la guerra. Alfio è figlio unico, ha ventidue anni e una fortuna derivante da immensi aranceti lasciati in eredità dal padre a inizio secolo. Ciccio è il maggiore di sette fratelli e ha ambizioni di avvocatura. Trieste e Trento sono state conquistate e quindi è proprio lì che la Patria reclama i loro sforzi di giovani soldati. Mesi di battaglie estenuanti e indicibili sofferenze che culminano con la celebre battaglia di Caporetto, in cui migliaia di ragazzi vengono sacrificati in nome degli intrighi della politica e dell’incompetenza dei militari d’alto rango…

Alfio Caruso è uno stimato autore catanese di thriller politici e di mafia. Ne ha pubblicati sette, da Tutto a posto del 1991 ad Affari riservati del 1995 fino a L’arte di una vita inutile del 2010. Si è cimentato anche con due saggi di sport con Giovanni Arpino e svariati romanzi storici su cui spicca Noi moriamo a Stalingrado nel 2006. Caporetto è un romanzo che affronta la Prima guerra mondiale col piglio del saggio storico e una narrazione che si dipana attraverso gli occhi di due giovani siciliani. Due ragazzi come tanti che sacrificarono vite e sogni, morendo senza neanche sapere il vero perché. Un climax di assalti, trincee e rombi di mitragliatrici che culmina con la celeberrima battaglia di Caporetto del 24 ottobre 1917. Un evento che è diventata sinonimo di disfatta totale, con i soldati italiani che si ritirarono fino al Piave, cento chilometri indietro circa, e vennero costretti alla resa dopo essere stati circondati. Pagina dopo pagina sembra di essere realmente nelle trincee protette dal filo spinato e si condividono tutti i sentimenti di quei giovani che terminarono le loro vite in quelle terribili battaglie. Il contesto storico è sempre protagonista, immanente e onnipresente, ma non appesantisce mai l’intero impianto narrativo. Le vicende personali dei protagonisti Alfio e Ciccio rendono il tutto più credibile e godibile. Peccato per qualche refuso di troppo, l’editing avrebbe meritato una maggiore cura.



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