Capossela - Il ballo di San Vinicio

Capossela - Il ballo di San Vinicio
Lo spettacolo sta per iniziare. Accomodatevi signori, scegliete il posto che preferite e ritardate quanto vi pare. Qui non ci sono regole, vogliamo solo il vostro divertimento. Questa sera racconteremo la straordinaria storia di Vinicio Capossela. Nato ad Hannover, dopo poco si sposta con tutta la famiglia nella magica terra di Calitri, nell'alta Irpinia, dove a notte fonda incontra il pumminale, una creatura non sempre cordiale, e nel resto della giornata la tribù dei Kuta Kuta. E non solo. Vinicio cresce e gli piace viaggiare, con una Volvo che sa d'aglio, d'arance e di salame (l'odore dei lunghi viaggi sottomarini) e con l'incantesimo della fantasia. Senza spostarsi di un centimetro. Guardatelo cantare i suoi primi pezzi nell'Emilia paranoica degli anni Ottanta, all'una e trentacinque circa. Guardatelo qualche tempo dopo narrare di un incendio dentro la grotta di Ispingoli, a Nuoro. Guardatelo mentre danza in mezzo alla campagna e prova a fermare, solo con la musica, una montagna di spazzatura. Signori, lo spettacolo è già iniziato: se è circo che volete, circo vi daremo...
Tra il 1997 e 1998 la casa discografica di Capossela gli propose di registrare un cd dal vivo, Vinicio ci pensò un po' su e poi disse: “se proprio si deve fare, che almeno sia una cosa particolare”. E Liveinvolvo fu. Album geniale e diverso (anche grazie alla partecipazione della Koçani Orkestar al gran completo), come tutto quel che vien fuori dalla testa di questo cantautore. Lontano da tutti quelli che lo hanno preceduto e, chissà, forse anche da tutti quelli che verranno dopo. Per raccontarne la vita e le canzoni, Massimo Padalino ha creato una sorta di spettacolo pirotecnico: Capossela - Il ballo di San Vinicio. Quasi seicento pagine che racchiudono tutto l'universo letterario, artistico e musicale attorno al quale ruota la personalità di Vinicio. Ecco allora che Padalino ci parla anche degli amici di Capossela, quelli di ogni giorno e quelli che senza conoscerlo gli cambiano la vita: il canto rauco di Tom Waits in sottofondo, Emir Kusturica e il tempo dei gitani, Zampanò e Gelsomina, Venedikt Erofeev che parla con gli strangeli, John Fante e Louis Prima nella Malamerica, Alfred Jarry e la patafisica, Ferdinand Bardamu al termine della notte e tante, tante altre creature che nuotano nelle profondità di quel Grande Circo degli Abissi che è l'immaginazione di Vinicio. La folla che riempie Capossela - Il ballo di San Vinicio, come un romanzo dentro al romanzo, come una camera delle meraviglie, appassiona e lascia, a lettura ultimata, la voglia di leggere ancora, di approfondire, di cercare. E poi c'è Vinicio, è lui che tutto genera e a lui tutto ritorna. Chi ancora non lo conosce troverà qui di che innamorarsi, chi lo conosce appena, imparerà tanto, chi crede di saper tutto, beh, dovrà ricredersi e, felicemente, stupirsi. Se proprio si deve scrivere di Vinicio Capossela, che almeno sia una cosa particolare. E questa lo è.

 

 

 

 
 
 
 
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