Capriole in salita

Capriole in salita
Trieste, 1954. I gemelli Pino e Rino vengono alla luce in una famiglia composta da due genitori sordomuti e dalla sorellina Olga. I problemi economici e la dipendenza del padre dall’alcool fanno sì che i bambini passino i primi anni della loro vita in un collegio o meglio nel Palazzo dei Bambini Tristi. Un’esperienza che segna irrimediabilmente le loro esistenze, in modo particolare quella di Pino, che  quando, ormai ragazzino, può ritornare a casa, vive un aspro conflitto con la famiglia. Questo lo porta a ribellarsi alle regole e a dare inizio ad un “apprendistato dell’ingiusto”, fatto di serate nei dancing, scarso impegno a scuola fino all’abbandono e dei primi esperimenti con l’alcool. Rino aveva giurato di voler essere l’esatto opposto del padre, ma davanti alla pressione del gruppo, si lascia tentare dalla “bibita dei grandi”, che diventa da qual momento la fedele compagna della sua vita. Il difficile cammino del giovane continua tra mille e più lavori lasciati a metà e il suo disagio lo porta fino al suicido e al ricovero in manicomio. Il tentativo seguente di riavvicinarsi alla famiglia risulta vano e Pino si lascia coinvolgere dall’amico Giacomo in un tentativo di furto che sfocia poi in una sparatoria e nel fermo in carcere. Pino è ormai per tutti “Pino Bibita”, il “sinonimo della parola vergogna”, una bomba ad orologeria che la famiglia, compreso il fratello gemello, teme possa scoppiare da un momento all’altro e che per questo allontana sempre di più. La speranza di una qualche forma di redenzione si chiama Luciana, e l’amore per lei porta Pino a credere di poter finalmente cambiare, di poter mettere da parte la regola del “vivere come mi pare”. Ma nemmeno il matrimonio e la paternità lo portano a cambiate vita: sarà necessario per lui riconoscere di dover chiedere aiuto...
Una vita fatta di “capriole in salita”, quella del protagonista di questo romanzo toccante ed intenso, opera autobiografica in cui l’autore fa vivere i personaggi nell’azione e li caratterizza poi in maniera estremamente dettagliata in corsivi che ne tracciano tutto il percorso di vita. Inoltre, la storia di Pino si intreccia ad alcuni grandi fatti della storia italiana, dal ‘68 all’elezione di Giovanni Leone a Presidente della Repubblica e a quella di Papa Luciani, fino alla vittoria dell’Italia ai Mondiali di Calcio dell’82. Il romanzo di Roveredo, Premio Campiello nel 2005 con il volume di racconti Mandami a dire, è la storia di un uomo che arranca nella ricerca di un senso, nel tentativo di liberarsi dalla tendenza all’autodistruzione che il padre gli ha trasmesso e di trovare qualcosa o qualcuno che “dia fiato al suo salto”.

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