Cardinal - La stagione delle mosche

Cardinal - La stagione delle mosche

Vivere a Algonquin Bay non è affatto semplice. Il centro abitato, una volta florido e colorito, si presenta circondato da una triste aura, dovuta alla nascita di svariati centri commerciali che animano le periferie e ai vari incendi che si sono succeduti. Le condizioni climatiche non contribuiscono a rendere Algonquin un posto migliore: l’inverno è rigido e piuttosto lungo e spesso le ultime gelate e nevicate si verificano a maggio. A completare il quadro del luogo per nulla ridente ci pensano le mosche nere, che subito dopo la primavera sembrano quasi nascere dai letti dei fiumi e dei torrenti dell’Ontario, per andare ad attingere cibo dal sangue dei cittadini, delle bestie e degli uccelli di Algonquin. La loro grandezza non supera il mezzo centimetro, ma la protuberanza a ventosa posizionata sull’estremità di quello che sembra un innocuo corpicino, è una vera e propria arma pronta a colpire. Se aggredito da uno sciame di mosche nere, un uomo può rischiare di impazzire. È venerdì e il barista del World Tavern, Blaine Styles, sente che nulla scorrerà liscio. La stagione delle mosche nere innervosisce le persone, tira fuori il peggio dagli astemi e dai bevitori ancor di più. L’uomo sa che sono in arrivo guai e anche seri, ma non riesce a capire da quale direzione. Al bancone sono seduti i soliti tre amici, Regis, Bob e Tony e al momento sono tranquilli, anche se il loro scambio di battute piuttosto ambiguo con la cameriera Darla ha creato un senso di agitazione non del tutto sopito. Il tavolo posizionato in fondo, vicino alla cartina dell’Africa, è occupato da avventori silenziosi, che non fanno altro che bere birra. Quella che però Blaine trova inquietante è la presenza nel locale di una ragazza dai capelli rossi, che continua a cambiare tavolo e l’uomo proprio non si spiega il motivo. Improvvisamente una bottiglia di birra vola colpendo la mappa del Canada. Blaine individua il colpevole immediatamente: è un ubriaco, che viene prontamente allontanato. Il barista è fortemente innervosito dall’inaspettato gesto; gli sembrava innocuo quel tipo seduto sotto la cartina della Francia e invece è proprio vero che non bisogna mai fidarsi delle apparenze! Il World Tavern è un luogo tranquillo, ma il venerdì sera, durante la stagione delle mosche, può diventare un covo di ubriaconi e Blaine vuole arginare i pericoli il più possibile...

Un riuscito ritorno quello del detective John Cardinal e della sua collega Lisa Delorme, nel nuovo romanzo che porta la firma di Giles Blunt, colui che è ad oggi considerato uno dei più grandi giallisti contemporanei. I suoi romanzi hanno ottenuto un così grande riscontro, tanto da diventare serie tv internazionali di successo. È proprio il caso di Cardinal, la cui seconda stagione, che segue alla prima tratta da Quaranta modi per dire dolore, è basata sull’omonimo terzo romanzo della saga, La stagione delle mosche, in cui Cardinal è interpretato dall’attore Billy Campbell. Ne La stagione delle mosche, Blunt ci porta a Algonquin Bay, un paese di 58.000 abitanti a 400 km da Toronto. Siamo nella stagione delle mosche, i fastidiosi insetti che disturbano animali e abitanti del piccolo borgo. Un poliziotto di origini indiane interviene in un bar per togliere una ragazza dalle grinfie di alcuni malintenzionati. La giovane dai capelli rossi e per questo soprannominata Red porta con sé uno strano segreto: soffre di amnesia a causa di un proiettile conficcato nella testa. Urge identificare la donna e le indagini di questo intricato caso vengono ancora una volta affidate al detective Cardinal e alla sua collaboratrice Delorme. I due investigatori si ritrovano ad avere a che fare con il mondo degli stupefacenti, con strane sette e con inspiegabili delitti. Un romanzo questo in cui l’autore spesso fa incursione nei meandri più reconditi della mente umana e che esalta l’accurata capacità di Blunt nella scelta dei casi per Cardinal e Delorme. Casi di cronaca intricati, fatti di morti ammazzati e di vicende spesso cruente, ma mai banali, ben descritti da una penna fluente e che non lascia mai nulla al caso. Un’indagine che non si rivela semplice, ma come per tutti i romanzi di Blunt, il lettore ha la possibilità di seguire lo svolgimento delle vicende attraverso i vari punti di vista dei personaggi che animano il romanzo e di guardare ai fatti come i tasselli di un puzzle che piano piano va a comporsi. Il rischio di cadere in una narrazione semplicistica era alto, ma Blunt riesce a consegnare ai lettori un buon thriller, degno delle sue creature Cardinal e Delorme.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER