Carter e il Diavolo

Carter e il Diavolo
1923. Il presidente degli Stati Uniti William G. Harding è in platea ad assistere ad uno spettacolo del prestigiatore Carter il Grande. Carter invita il Presidente sul palco per partecipare al numero finale dello show, una partita a poker con il Diavolo. Harding è complice di una serie di spettacolari trucchi e lo spettacolo ha un grande successo. Due ore dopo, il presidente muore per un malore. L'agente Jack Griffin e il colonnello Edmund Starling dei Servizi Segreti vengono incaricati di indagare sulla morte del presidente e sull'eventuale ruolo in essa di Carter il Grande. E' l'inizio di una serie di colpi di scena che porteranno proprio Carter alla scoperta di un incredibile complotto...
Vero e falso, storia e leggenda, cronaca e fantasia si intrecciano in modo inestricabile nel romanzo di Gould: è incentrato sulle figure di un vero prestigiatore vissuto nei ruggenti anni '20, di un vero Presidente degli Usa, del vero inventore della televisione, ma inserisce questi personaggi storici all'interno di un plot a metà tra giallo e sci-fi, un magical mystery tour colorato e complesso dal fascino retrò. Gould cita tra le sue ispirazioni Paul Bowles, John Irving e il 'papà' dei supereroi americani a fumetti Stan Lee e racconta di avere avuto l'idea alla base del suo monumentale romanzo (quasi 600 pagine!) dopo che il padre gli ha regalato - in occasione di un compleanno - un vecchio poster raffigurante proprio Carter the Great impegnato in una partita a carte con il Diavolo (sì, lo stesso immortalato sulla copertina del libro). Carter e il diavolo è un concentrato di classe e creatività, eppure i primi capitoli del libro sembrano costruiti per insinuare qualche dubbio nel lettore: un Presidente chiacchierato, Harding, alla testa di un'Amministrazione corrotta e impopolare; un prestigiatore, Carter, che sembra essere niente più che un ineffabile e vacuo divo dello show business; un agente dei Servizi Segreti, Griffin, la cui carriera è un elenco di insuccessi, gaffe, buchi nell'acqua. Da questo bizzarro trio non sembrerebbe poter uscire nulla di buono narrativamente parlando, e invece Gould ingrana la retromarcia e inizia a raccontare la storia artistica di Carter il Grande, e a questo punto il romanzo decolla, immergendoci nell'affascinante mondo della magia. Il mitico Houdini, il pirata Tulang, il sadico Mysterioso e Philo Farnsworth, geniale e timido inventore, diventano pagina dopo pagina figure vere, tridimensionali, mentre un solido intreccio romantico ci avvince e commuove. Nel finale, un'imprevista svolta fantascientifica ci fa apprezzare ancora di più la poliedricità dell'autore, al quale però non possiamo risparmiare alcune tirate d'orecchio per qualche peccatuccio 'cronologico' magari veniale ma non per questo meno grossolano: Carter ha un cane di nome Lili Marlene nel 1924 quando invece la nota canzone cantata da Marlene Dietrich verrà incisa circa un decennio più tardi, e nel libro si fa riferimento alla teoria della relatività di Einstein molto prima che venga formulata. Nonostante queste 'distrazioni', Carter e il diavolo rimane un libro assolutamente da non perdere.

 

 

 

 
 
 
 
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