Casa desolata

Casa desolata
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Da anni a Londra viene dibattuta davanti alla Corte del Lord Cancelliere la complicata causa Jarndyce contro Jarndyce, che tante persone coinvolge e consuma. Mentre tra mura pervase di fumo, volti austeri e disperati in attesa di risposta c’è chi persevera nel portare avanti i meccanismi arrugginiti della Giustizia, la giovane Esther Summerson fa il punto sulla sua esistenza. L’infanzia passata a casa della zia Mrs Barbary, da lei creduta una semplice madrina fino al giorno della morte, promotrice di una severa educazione priva di affetto e gesti amorevoli, incentrata sul senso del dovere e sulla fatalità del peccato. Esther ha conosciuto solo biasimo e solitudine, il suo punto di riferimento è stato una bambola a cui raccontare le proprie giornate in quella gelida dimora. Niente amiche, niente ospiti, niente feste di compleanno. Perché mai festeggiare una bimba nata dal peccato? Esther sa di essere “diversa” dalle altre persone, ad accompagnarla in ogni suo giorno è il senso di colpa. Quando la zia muore senza lasciarle nulla – la donna preferisce lasciare ciò che possiede alla serva invece che alla nipote – Esther viene condotta all’istituto Greenleaf sotto la guida delle gemelle Donny. Lo studio legale Kenge e Carboy si occupa del suo futuro per volontà di Mr Jarndyce. Quando dopo sei anni ultima gli studi è il momento di trasferirsi a casa dello zio, la dimora antica “Casa Desolata” nel Lincolnshire. Assieme a Esther vengono invitati altri due giovani rampolli, che passeranno con lei i giorni nella villa: la bellissima Ada Clare e il suo affascinante cugino Richard Carstone. Conoscerli apre a Esther un mondo di affetti e amicizia che le ridanno speranza. Anche Mr Jarndyce si rivela persona amabile, per quanto eccentrica. E mentre si susseguono incontri e nuove conoscenze con persone misteriose e depositarie di tanti segreti sconosciuti ai tre giovani, la vita presso Casa Desolata pare rivelarsi ben più sorprendente di quanto immaginato…

Bleack House, questo il titolo originale del romanzo, fu pubblicato tra il 1852 e il 1853 e seguiva uno dei più grandi romanzi dickensiani, il David Copperfield. Ancora oggi non risulta essere tra le opere più conosciute o amate di Dickens, a torto se consideriamo la struttura narrativa, gli argomenti originali trattati e il variegato mondo di personaggi secondari magistralmente gestiti che si muovono in un insieme di sotto trame il cui intreccio è pura maestria. Nelle sue Lezioni di letteratura Vladimir Nabokov ha scelto proprio questo, tra tutti i romanzi di Dickens, per un saggio sulla “buona letteratura”. Un lascito ereditario contestato dai membri della famiglia Jarndyce fa da perno alla storia. Una causa “ridotta in un tale stato di diabolica confusione” che ha spolpato il patrimonio, devastato vite e affetti, mostrato le mancanze del sistema giudiziario inglese dell’epoca e che Dickens ha utilizzato come spunto per manifestare il suo biasimo verso la Corte di Giustizia – nel settembre del 1852 l’ex Lord Cancelliere Deuman attacca duramente il romanzo, indignato dalle insinuazioni dello scrittore - da cui lui stesso era rimasto deluso durante le cause per i diritti d’autore. Bisogna ricordare che prima di diventare uno scrittore Dickens era orientato verso la carriera legale e aveva frequentato i tribunali, anche se le norme citate nel romanzo risalgono a prima della riforma giudiziaria avvenuta nel 1842. A ispirare le atmosfere del racconto è St. Albans, che Dickens visita in quel periodo. La narrazione è quasi tutta dal punto di vista di Esther Summerson e il luogo in cui si svolge la maggior parte della vicenda nel corso degli anni è Casa Desolata, da qui si parte ma qui si ritorna sempre. La dimora di cui Esther custodisce le chiavi è essa stessa custode dei destini della famiglia Jarndyce e di coloro che entrano a farne parte.



 

 

 

 
 
 
 

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