Case altrui

Case altrui
Milano, tra Corso Magenta e i Navigli. La giovane Hilary - americana trapiantata in Italia - si divide tra il sogno di scrivere un libro, qualche “tuffo” nel mondo delle traduzioni e un lavoro quotidiano in una libreria. E’ una città divertente e colorata quella che vive tutti i giorni, seguita dal suo fedele cane Bart: c’è Carlo, prima fidanzato poi ex e presenza fondamentale soprattutto nei momenti più critici; l’amica Silvia, pronta a consigliarla in ogni piccolo grande dramma; l’analista disposta a riceverla praticamente gratis; il collega Jacopo; il fioraio Dries. E poi gli uomini, dall’ex fidanzato regista al giovane amante. E Hilary si affeziona anche alle cose, a partire dalla mitica bici ribattezzata Blu, che le viene sottratta ma è poi prontamente recuperata. La ragazza si definisce “un membro involontario delle Nouvelle Povertà”, costretta suo malgrado a fare i conti con un’indigenza cronica e a lungo ignorata, così come le bollette che riempiono la sua casella della posta. Risponde a questa condizione giocando con la realtà, fingendo ad esempio di essere interessata ad acquistare una casa, la dimora dei sogni, che è però quanto di più lontano possibile dalle sue tasche...
Hilary Belle Walker, nata a e cresciuta a San Francisco, esordisce con un romanzo autobiografico che si caratterizza per una leggerezza che non scade mai nella superficialità. Lo stile risulta interessante anche per la capacità dell’autrice di giocare con diversi io narranti: la voce di Hilary che parla in prima persona (“E’ una coincidenza felice che il mio cognome alluda a una delle cose che preferisco fare, ossia passeggiare”), l’alternarsi delle voci dei protagonisti in un capitolo speciale che ha tutte le caratteristiche di un testo teatrale (Adorabile fidanzato: “Hai insultato qualcuno? Non può essere peggio di quando hai trattato male l’ex presidente del Senato”. Libraia straniera: “Come potevo sapere chi fosse?”) e una seconda voce narrante, che subentra oltre la seconda metà del libro e si rivolge direttamente ad Hilary, quasi a farle da specchio (“Perché le cose si rompono di colpo, ti chiedi, e tutte insieme?”). Alle giovani italiane un po’ annoiate dalle trame patinate di I love shopping e Sex & the city piacerà scoprire l’originalità della storia di questa giovane americana innamorata del Belpaese a tal punto da scrivere in italiano. Forse un’antieroina per i tanti guai, ma certamente un bell’esempio di donna al passo coi tempi, tenace e coraggiosa.

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