Case di scrittori del New England: la guida del piromane

Case di scrittori del New England: la guida del piromane
Sam Pulsifer ha dato fuoco alla casa di Emily Dickinson quando aveva 18 anni. Accidentalmente nell’incendio sono morti i due custodi, e per questo oltre alla condanna morale dell’esecrabile gesto contro la cultura, ha dovuto trascorrere i successivi dieci anni della sua vita in carcere, circondato principalmente da analisti finanziari ossessionati dallo scrivere memoir di qualsiasi genere. È ovvio che, una volta scontata la condanna, il non più tanto giovane occasionale piromane decida di virare verso una vita di anonimato e, soprattutto, quanto più normale possibile: una laurea originale - Scienza del packaging - ma pur sempre un titolo di studio, una bella famiglia, moglie e due figli, un’esistenza tranquilla nella stessa cittadina dei suoi genitori ma senza che loro lo sappiano. Ma l’epilogo di questa apparente favola non stenta ad incrinarsi, suonando alla porta di Sam sotto le mortali spoglie di Thomas Coleman, figlio dei due custodi rimasti uccisi nell’incendio della casa di Emily Dickinson: non appagato dalle stralunate scuse di un Sam stupito di vedersi presentare il conto dal suo passato, Coleman promette di rovinargli la vita. Come non si sa, non lo dice. Ma da quel momento, tutto inizia a precipitare: il matrimonio di Sam si interrompe bruscamente per un’inezia; l’inevitabile ritorno a casa dei suoi gli prospetta davanti un padre e una madre abbrutiti dall’alcool e dall’inedia e riesuma un altro sgradito ricordo del carcere: lettere di ammiratori che gli chiedono di incendiare altre case di scrittori per i motivi più disparati. E come in un brutto sogno gli incendi vengono appiccati, sistematicamente. Sam, che questa volta non ha neanche acceso un cerino, dovrà usare le lettere come traccia per scoprire cosa sta succedendo…
Un tono ironico e divertente per un racconto dal tema decisamente fuori dal comune. Forte della sua esperienza come professore di Scrittura creativa, Brocke Clarke si diverte a disseminare il racconto di interrogativi, citazioni, paradossi e espedienti narrativi che sono veri e propri specchietti per le allodole e che intrigano il lettore come di fronte ad un anomalo romanzo giallo. Ma nessun investigatore sarebbe sprovveduto e naif come il povero Sam, costretto a inseguire la sua ombra divenuta il solidissimo alibi di qualcuno che, evidentemente, conosce bene il suo passato. Un protagonista ben tratteggiato e capace di fare da cassa di risonanza anche per un amore per la letteratura americana spesso mascherato da idiosincrasia nelle storie dei mittenti degli incendi su ordinazione; una lettura che può stuzzicare piacevolmente l’interesse e la curiosità di lettori che, altrimenti, Emily Dickinson non l’avrebbero mai letta.

 

 

 

 
 
 
 
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