Cassandra

Cassandra
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“Finora tutto ciò che mi è accaduto ha trovato la sua corrispondenza dentro di me. Questo è il segreto che mi attanaglia e mi sorregge, e non sono mai riuscita a parlarne con nessuno”. A esprimere questo pensiero è Cassandra, la sacerdotessa di Apollo, la veggente che ha predetto la distruzione di Troia da parte degli achei. Cassandra, figlia di Priamo ed Ecuba e sorella di Ettore, ci trascina nella sua triste vita: divenuta bottino di guerra, si ritrova a essere la schiava di Agamennone, comandante dei greci, e nel pieno della rassegnazione ricorda gli eventi che hanno portato alla guerra e i sentimenti contrastanti che la legano al suo popolo. Veniamo a conoscenza della sua educazione, del rapporto con i genitori, dell'adolescenza e dell'iniziazione al sesso come da rituale. Nel pieno della giovinezza, però, fa innamorare il dio Apollo, il quale decide di donarle la capacità di prevedere il futuro. Tuttavia, Cassandra non ricambia l'amore del dio, provocando così la sua ira: continuerà a prevedere il futuro, ma non sarà mai creduta da nessuno. Questa condanna farà in modo che la giovane troiana venga addirittura additata come nemica del popolo, soprattutto quando diffonde profezie nefaste riguardanti la città e il fratello Paride, innamorato di Elena, moglie del re di Sparta Menelao, il quale sarebbe stato la vera rovina di Troia. Non è creduta da nessuno neanche quando si impone contro l'entrata del cavallo di legno – regalo dei greci – in quanto trappola mortale per i troiani. È stata testimone di omicidi, stupri e oltraggi. Lei stessa è stata vittima della bestialità di Achille, uomo senza scrupoli e furia indemoniata in ogni battaglia, che ha reso Troia una città di spettri...
Con le sventure predette, Cassandra si è guadagnata la durata nel tempo. Ma non essere creduta neanche dagli affetti più cari non può che essere vissuta dalla veggente come una vera e propria condanna a morte. I sogni sono chiari, le interpretazioni non lasciano spazio a dubbi: Troia sarebbe caduta e la sua gente avrebbe vissuto un lungo periodo di sofferenza. Christa Wolf è riuscita a trattare, attraverso un personaggio mitologico di grande spessore, il tema della guerra e del potere politico, insieme a quello della formazione e dell'amore. Viene posta una grande attenzione alla cultura femminile del tempo: gli inganni di palazzo sono all'ordine del giorno, mentre le alleanze rientrano nei rapporti delle comunità femminili dissidenti, che si oppongono con coraggio alle atrocità della guerra. Un'umanità accecata dall'odio e dalla prevaricazione è quella raccontata dall'autrice tedesca, che dispone di una materia narrativa consistente, favorevole ai salti temporali e a un ritmo incalzante. Un romanzo complesso che proprio grazie alle capacità letterarie della Wolf è in grado di portare alla luce la violenza di un'epoca e la profondità di una donna che sceglierà consapevolmente la morte per non sottostare a regole di vita del tutto spietate.

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