Cattedrale

Cattedrale
Jack e Fran sono stati invitati a cena da Bud - un collega di Jack – e da sua moglie Olla. E' la prima volta che le rispettive famiglie si incontrano. La coppia ospitante li accoglie con tutti gli onori e le cerimonie del caso, pur se la presenza di un grosso pavone che svolazza indisturbato prima in veranda poi addirittura in casa lascia gli ospiti quanto menoperplessi. Ma sarà sopratutto la presenza del piccolo primogenito di Bud e Olla, un bimbo di pochi mesi di non certo memorabile bellezza, a segnare in maniera  indelebile la vita coniugale di Jack e Fran... Il marito di Sandy da quando è stato licenziato tre mesi addietro trascorre oramai le sue giornate disteso sul divano. A soli trentun anni sembra non aver più desiderio di nulla. Si solleva dalla sua postazione solo per piccole e insignificanti faccende, ripiombando poi inesorabilmente sul sofà. Finché un giorno sarà la banalissima e improvvisa rottura del frigorifero di casa a smuovere la situazione... Ann Weiss sabato pomeriggio è andata in pasticceria per ordinare la torta di compleanno per il figlioletto Scotty. Il burbero pasticcere ha raccolto l'ordine e le ha detto di passare a ritirarla il lunedì successivo. Ma quel lunedì, mentre Scotty sta andando a scuola euforico per il suo compleanno, un'auto pirata lo investe. Il bambino lì per lì non avverte nulla ma ritornato a casa perde i sensi davanti all'esterrefatta madre. Scotty viene subito ricoverato, ma all'angoscia dei genitori per le sue sorti farà da macabro contraltare l'esigenza del pasticcere di recapitare a tutti i costi il suo prodotto finito... Robert è un amico cieco della moglie del protagonista. I due si erano conosciuti molti anni addietro, quando lei aveva iniziato a fare da lettrice per lui e l'amicizia era durata anche quando la donna si era trasferita da Seattle, dove allora viveva. I contatti li avevano mantenuti grazie a nastri audio che si spedivano raccontandosi la loro rispettiva esistenza. Ora Robert ha perso la moglie e la sua amica ha deciso di ospitarlo in casa sua, non senza la reticenza ostentata dal marito. Ma l'incontro tra l'uomo ed il cieco sarà per il protagonista l'occasione per imparare finalmente a vedere...
Dodici perle di rara bellezza cucite assieme dalla sapiente e geniale mano di Raymond Carver. Questo sono i dodici racconti  - usciti in originale nel 1983 e finalisti del Premio Pulitzer - rieditati da Minimum Fax, la casa editrice che ha nello scrittore americano un vero e proprio feticcio,  in una nuova fiammante edizione arricchita, rispetto alla precedente, dalla prefazione di Domenico Starnone, da “L'incontro” di Riccardo Duranti, da un imperdibile “Dicono di Cattedrale” e dalla cronologia firmata William L. Stull. Fu lo stesso Carver a dichiarare che dopo mesi di astinenza, con il racconto che da il nome alla raccolta era riuscito ad aprire “una nuova strada, e da allora nulla per me è stato più lo stesso”. In effetti le dodici storie rispetto alle precedenti appaiono più ricche, più corpose, capaci ancor più delle precedenti di colpirti dritto al cuore, pur partendo inesorabilmente tutte dalla descrizione del semplice quotidiano. Perché nessuno come Carver ha avuto il dono di saper mettere in scena la vita di tutti i giorni, riuscendo a coglierne gli aspetti all'apparenza più insignificanti, i dettagli magari più trascurabili, le tracce meno evidenti, per renderla comunicazione, emozione, arte. E' vero, c'è l'America media nei suoi racconti sempre incredibilmente attuali - se Bukowski è stato l'indiscusso cantore degli ultimi, Carver lo è stato certamente dei penultimi. Ma ci siamo, lo si voglia o no, sopratutto noi, in queste sue impietose, poetiche, monocromatiche pennellate. Noi con i nostri vizi, le nostre nevrosi, le nostre piccole debolezze quotidiane. Qui più che altrove, in questi dodici squarci di vita quotidiana - che vien quasi voglia di centellinare nella lettura per paura di perderne qualcosa - si riesce a cogliere appieno la grandezza narrativa di uno dei più grandi scrittori che il '900 ci abbia saputo regalare. Per dirla con Sandro Veronesi: “Dopo aver letto Cattedrale ho provato voglia di essere cieco. Come quando si ha voglia di essere miserabili dopo aver letto Céline”.

 

 

 

 
 
 
 
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