Cellophane

Cellophane
Aurora Terrasini vive tutta sola in una casa isolata circondata da grossi massi. È a capo di un’importante ditta di disinfestazioni, l’ha ereditata poco più che adolescente dai genitori, morti prematuramente in un incidente stradale. È brava nel suo lavoro, sa farsi rispettare dai suoi operai - tutti uomini - che hanno dovuto riconoscere in lei le capacità di leadership. Ha un amante al di là dello stretto di Messina e di tanto in tanto lascia la Sicilia per andare da lui. Ha un rivale in affari, un ex amico/nemico, il greco Stavros, che le vuol proporre di sposare il figlio unendo così le due aziende più importanti del posto, pur essendo in realtà lui stesso attratto da lei. Aurora, nata per sostituire Sofia, la sorella annegata sotto gli occhi dei genitori, ha una strana mania nata in giovane età, quella di rubare i sacchetti della spazzatura ed esaminarne attentamente il contenuto. La prima volta tanti anni prima, quando non seppe resistere all’impulso di guardare nel sacchetto di una vicina di casa, pieno di rose gialle con i boccioli decapitati e avvolti in un foglio di cellophane e un biglietto con scritto “troppa trama”, firmato G. Lo fa ancora oggi con metodo, si apposta vicino ai bidoni e osserva attentamente i proprietari dei sacchetti prima che se ne disfino. Ha preso di mira quelli di via Collina, dove un fotografo abbandona, oltre a tutto il resto, anche pezzi di foto. Nel tentativo di comprendere gli altri attraverso le cose dalle quali si separano, Aurora vuole ricostruire le esistenze altrui, ma proprio per dare un volto alle persone ritratte negli scatti del fotografo si imbatte in un altro sacchetto, non suo, ma appartenente a qualcuno che si è liberato anche di un dito...
C’è il boom economico, il consumismo esibito e i nuovi ricchi, c’è la voglia di riscattarsi e di affermare la propria presenza nel mondo, ci sono le capacità di una donna e la sua solitudine in un mondo di soli uomini. Ma c’è anche il suo intuito e la voglia di evadere e capire, conoscere e ricostruire. Guidata dalla sua insolita mania Aurora arriverà a prendere un cane e dal canile salverà Tito, un fox terrier dal pelo e il carattere ruvido. Con la scusa di portarlo a spasso può passeggiare per via Collina e osservare da un punto di vista privilegiato le vite degli altri. Ma è proprio grazie a Tito che salverà la propria. Cinzia Leone, già autrice di altri romanzi e di graphic novel, è giornalista ed è tra i fondatori del quotidiano “Il Riformista” e del settimanale satirico “Il Male”, collabora con l’Espresso e “Il Foglio”. Ci regala la fotografia nitida di un preciso momento storico, gli anni Ottanta, di un’Italia in bilico, ebbra e disattenta, in cui si muovono sotterraneamente poteri ed interessi destinati ad ingigantirsi, tra i quali il traffico di rifiuti è solo uno dei tanti.

Leggi l'intervista a Cinzia Leone

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