Cenerentola pop

Cenerentola pop

La comunicazione agli studenti nella quale viene fatto assoluto divieto dell’uso dei cellulari getta Cintia nel più nero sconforto: certo i suoi compagni non avrebbero dovuto inventare quell’applicazione per copiare i compiti, ma il telefonino è il “filo” che la unisce a sua madre, l’unica maniera di comunicare con lei ogni giorno, da quando un anno prima è volata in Giappone per lavoro e si era separata dal padre di Cintia, beccato in flagrante dalla stessa figlia in camera da letto con la segretaria. Cintia è letteralmente fuggita da casa di suo padre ‒ noto imprenditore che ha poi finito per sposarla, la segretaria ‒ e vive con la sorella di sua madre, un’eccentrica designer la cui casa è un vero caos tra colori, bozzetti e tanti animali, persino topi che vengono chiamati per nome; oltre all’impegno scolastico, la ragazza coltiva la passione per la musica e il ragazzo di sua zia, Rafa, le ha offerto un posto come dj per dargli una mano, a patto che lavori solo nei fine settimana e tassativamente solo fino a mezzanotte. Cintia con suo padre non ci vuole neanche parlare, ma ora avrebbe proprio bisogno che lui mettesse una buona parola con la preside Cruz sulla questione del telefonino. Contattarlo le costa una fatica enorme, tanto più che l’uomo accetta di aiutarla solo a condizione che la figlia partecipi alla festa di compleanno delle sue sorellastre gemelle, Gisele e Graziele, in occasione del loro debutto in società: un buffet da sogno e uno strepitoso concerto del noto idolo delle adolescenti Freddy Prince, che Cintia trova a dir poco tremendo. Non resta che accettare l’invito, ma che shock scoprire che quel ballo è lo stesso in cui si è impegnata a fare da dj prima dell’inizio del concerto: se suo padre scoprisse del suo “lavoretto” sarebbe la fine…

È dal 2008, da quando fu pubblicato il suo Fazendo meu filme - che fu poi trasformato in una serie di film di grande successo - che la brasiliana Paula Pimenta, classe 1975, manda in visibilio il popolo dei teenager del mondo latino (tra Brasile, America Latina, Spagna e Portogallo) con le sue storielle romantiche. Stiamo parlando di un’autrice da più di un milione di copie per intenderci, che col suo Cenerentola Pop riscrive in chiave moderna la fiaba più rosa di tutti i tempi: il romanzo è assolutamente vietato agli over 15 e a tutti quelli (o per meglio dire quelle) che hanno ormai superato la “sindrome del principe azzurro”. Difficile non annoiarsi dopo le prime pagine, sia per la prevedibilità della trama, sia per l’estrema semplicità della scrittura, del tutto priva di sfumature. Inciampare nel cliché è un attimo, soprattutto quando si tratta del famigerato principe che, guarda un po’, non ha neanche un capello fuori posto: ha un sorriso accattivante, canta divinamente e possiede l’animo più gentile che si sia mai visto. Una cosa davvero insopportabile. Fortunatamente c’è una Cenerentola un po’ più “cazzuta” di quella originale ad alzare la media: una sedicenne che sa quello che vuole nonché poco propensa a subire le angherie dell’isterica matrigna. E la scarpetta, direte voi? C’è anche quella, non preoccupatevi: ma se vi aspettate una decolleté trasparente, siete fuori strada. Il cristallo non è pop. Un paio di All-Star nere, decisamente sì.



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