Cenni importanti sull’origine e scopo della Massoneria

La Massoneria è poi così pericolosa per la sopravvivenza degli Stati? Oppure, al contrario, può spiegarne la fortuna come nel caso degli Stati Uniti? Pare, comunque, che la sua origine affondi le radici nei misteri eleusini, che in seguito si fosse radicata definitivamente in Inghilterra, dove differenti logge si  sarebbero distinte per i diversi ruoli che hanno svolto nel corso della storia. E la sua diffusione in Francia? Anche qui l’Inghilterra è protagonista: è presumibile che dopo l’abdicazione di Giacomo II, quel sovrano in fuga abbia deciso di stabilirsi proprio in Francia. Tuttavia rimane il dubbio di una provenienza anche scozzese della massoneria d’oltralpe. E poi, dopo la storia, ci sono i riti, le invocazioni di apertura delle riunioni massoniche, le benedizioni…
Affrontare il tema dell’iniziazione massonica è un po’ come scalare una catena montuosa a causa della mole di fonti non solo testuali ma anche iconografiche. Affrontarlo poi in poche pagine è impresa a dir poco eroica, con esiti del tutto opinabili. A giudizio di chi scrive, è questo il caso di Cenni importanti sull’origine e scopo della Massoneria, scritto da Enrico Queto nella seconda metà dell’Ottocento, e oggi riedito in ebook da Mondi Velati. L’opera, a sua difesa, può invocare il minimalismo argomentativo espresso già nel titolo (“Cenni”, appunto, non una trattazione approfondita ) e una costitutiva agilità di esposizione. D’altra parte, nella introduzione di Michele Leone si afferma apertamente che il libro potrebbe deludere chi è avvezzo a letture esoteriche di un certo tenore, per cui si conclude che “fra le righe” offre interessanti spunti di riflessione e che è stato scritto “per far amare” la Massoneria, non a caso le pagine sono segnate da un tono apologetico. La collana in cui il testo è stato collocato s’intitola Ritrovati, per cui non è da escludere che il motivo della sua pubblicazione sia una certa premura per il collezionismo librario sul tema. A questo punto, proprio l’introduzione di Leone induce ad affrontare alcuni interrogativi: non è forse l’eccessiva semplificazione espositiva la causa della noia per il lettore, che magari si aspetta il gusto dell’avventura tra i meandri nella storia? In secondo luogo, la possibilità di “leggere fra le righe” spunti di riflessione non presuppone per lo stesso lettore una sensibilità sull’ argomento, per cui a quel punto i “cenni” sull’origine del fenomeno in realtà non sono così rispondenti all’esigenza di spiegarne l’origine? Senza nutrire dubbi sulle intenzioni sincere dell’editore nel riproporre un interesse culturale per la Massoneria, è naturale che sopraggiunga il paragone severo fra quest’opera di Queto e quella per esempio di Ulisse Bacci (aderente fra l’altro alla Massoneria nel 1867), scritta con le stesse finalità ma con esiti non paragonabili, intitolata Il libro del vero Massone, un vero e proprio atlante sull’argomento che pur nella sua imponente voluminosità, evita la banalizzazione e restituisce - lui sì - in modo suggestivo le ombre del mondo massonico.

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