In certi luoghi dell’anima

In certi luoghi dell’anima
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Vigilio, Ercolano e Angela Merici: sono queste le statue che si stagliano sullo sfondo di un lago dalla presenza talmente imponente che molti scrittori, più o meno recenti, non hanno mancato addirittura, benché chiuso e fatto d’acqua dolce, di definirlo mare. Sono le statue dei santi della zona, che proteggono le sponde del Garda, che raccontano con la loro immanenza vicende di migrazione, passaggio e transito, di costanti cambiamenti, come quelli del tempo, da un punto all’altro, del cielo e dell’acqua, quella stessa acqua che scorre maestosa, per lo più placida, ma che talvolta, quando manifesta tutta la sua forza, è prorompente e inesorabile, fra gli argini del Po, confine naturale fra regioni, che sfocia a delta nell’Adriatico, portando con sé detriti e storie. La storia è maestra di vita, e la vita di Pino Mongiello è punteggiata di ricorrenze che si riverberano nei profili dei luoghi e dei loro abitanti, immortalati dall’obiettivo della macchina fotografica: scabre sono le pendici del Gargano, terra di sale e di vento, di passaggio e transizione...

Gardesano, Mongiello non ha mai reciso il legame con la Puglia, in particolare con la sua parte più settentrionale, quella Capitanata nel cui terreno, fertile ma bisognoso di cure, che generosamente ripaga lo sforzo che tuttavia si deve profondere con abnegazione, senza che nulla sia lasciato al caso o senza affidarsi alla vana speranza di un’età dell’oro in cui la terra dia frutto da sé, affondano le radici della sua famiglia e quelle della sua formazione: i luoghi dove si passa il tempo sospeso della vacanza estiva, infatti, l’altrove rispetto alla quotidianità, sono tasselli fondamentali della crescita di ognuno di noi, che si relaziona con il diverso, il nuovo, l’anomalo, l’insolito, ulteriori declinazioni della familiarità. La narrazione unisce il Benaco, il Polesine, la terra del grande fiume, e il Gargano, attraverso il contrappunto lirico e simbolico di parole – i testi sgorgano dall’abile penna di Francesco Permunian - e immagini, che ritraggono un immaginario individuale e collettivo in cui ognuno si può riconoscere: tutti noi infatti abbiamo dei luoghi che rivestono uno speciale significato, che magari anche le persone più vicine a noi non colgono nemmeno per sbaglio o con tono diametralmente opposto, e che definiscono la nostra identità e il nostro personale concetto di bellezza, sentimento potente e salvifico.



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