Cesare

Cesare

Il 5 aprile del 1928 nasceva a Viareggio Cesare Garboli. Il padre per salutare l’evento fece sparare cento colpi. Fin da giovanissimo il futuro critico letterario diede prova di una vivacità culturale non comune, che lo portò a stringere amicizia con alcuni intellettuali di spessore fino a diventare l’allievo prediletto di Natalino Sapegno. Nella sua Versilia si legò allo scrittore Antonio Delfini in un lungo rapporto umano e letterario che fu fondamentale per la sua formazione, amicizia vissuta perlopiù nelle ore notturne quando i due compagni si intrattenevano in lunghe conversazioni. Trasferitosi nella capitale Garboli ricevette un ufficio alla Mondadori, dove lavorò fino al 1978, l’anno dell’attentato a Moro che rappresentò uno dei più gravi misfatti della storia del nostro Paese. Lungimirante nella sua capacità di prevedere gli eventi che seguirono, capace come pochi nel comprendere la grave crisi che si stava affermando, il critico decise di abbandonare Roma per trasferirsi nella villa di Vado ereditata dal padre, dove si dedicherà incessantemente ai suoi studi. Affianco a lui la compagna di tutta la vita, Rosetta Loy, con cui condivise momenti di assoluto piacere come le gite sulle Alpi o i lunghi soggiorni in Francia, ma anche le difficoltà della malattia negli ultimi anni di vita. La sua prima opera è La stanza separata, edito da Mondadori nel 1969, una raccolta di saggi e articoli su scrittori e intellettuali di vari periodi storici, con interessanti riflessioni dell’autore. Del periodo che seguì all’attentato di Moro sono la prefazione alla pubblicazione dei diari di Antonio Delfini e il risvolto di copertina de Il ricordo della Basca sempre di Delfini. Ambedue le opere sono state pubblicate da Einaudi nei primi anni Ottanta, il periodo in cui si accese anche il grande interesse di Garboli per Giovanni Pascoli…

Rosetta Loy (il cognome di nascita è Provera) incontrò Cesare Garboli grazie alla sua prima opera La bicicletta, pubblicata nel 1974 da Einaudi, che il critico letterario lesse in un estratto scritto per la sua rivista Paragone. Colpito dalle capacità narrative della Loy ne parlò a Natalia Ginzburg con toni positivi. La scrittrice, invece, rimase affascinata dall’aspetto fisico quanto dalla personalità intellettuale di Garboli, che da quel momento ha amato fino alla morte avvenuta a Roma l’11 aprile del 2004, anche se rifiutò di sposarlo quando nel 1985 rimase vedeva con l’improvvisa scomparsa del marito Peppe Loy, fratello del regista Nanni Loy. In un’intervista per La Repubblica Rosetta Loy ha spiegato di essere stata attratta anche dall’assoluta sincerità di Garboli, “Sia nella vita che nella sua attività intellettuale Cesare riteneva moralmente inammissibile la menzogna. – ha sostenuto la scrittrice – Quando lo incontrai la nostra passione durò poco, perché lui si infatuò di una donna molto giovane. Io caddi in una profonda depressione e l’unico conforto mi venne dalla famiglia, da mio marito e dai miei figli. Poi nel 1979 ritrovai Cesare e capii che la nostra storia non era ancora finita.” Rosetta Loy dedica l’ultima fatica letteraria all’amore della sua vita, Cesare Garboli che il lettore impara a conoscere per le qualità di intellettuale sempre attento alle vicende politiche e sociali, in grado di interpretare ogni cambiamento nelle sue conseguenze a lungo termine. Ma il critico ci viene presentato anche come uomo, nella gelosia a volte eccessiva, o nella sua capacità di intrattenere le persone ponendosi al centro della scena anche nei momenti di vita quotidiana, al ristorante da amici o nelle storie con cui allietava la Loy. Ed è proprio nel raccontare la vita trascorsa accanto a Garboli che l’autrice scrive le pagine più entusiasmanti e godibili della sua opera, un po’ pesante invece nella presentazione di alcuni saggi del critico dove si dilunga in descrizioni assai approfondite. L’intento della Loy è rendere in un’opera di poche pagine l’estrema versatilità intellettuale di Garboli, che ha saputo spaziare da Dante, studiato fino agli ultimi giorni di vita, alla valorizzazione di alcuni contemporanei tra cui Delfini o Penna, passando da autori di vari periodi storici come Moliere e Chateaubriand e da personaggi minori come Matilde Manzoni. Una carriera letteraria nota ai lettori, sicuramente più interessati alle accattivanti vicende del Cesare Garboli uomo, lodevole quanto lo scrittore.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER