Che bella vita

Leonardo Lorenzi, un detective privato con alle spalle diversi anni di esperienza, trova una donna addormentata nell'androne del suo studio, in un palazzo di Milano. La signora, ripresa conoscenza, spiega di averlo cercato per un caso molto delicato: la recente morte del marito, liquidata come un suicidio con una rapidità che risulta sospetta nonostante l'apparente evidenza del ritrovamento, con l'uomo impiccato in una stanza d'albergo. Il volto stanco, insieme alla tendenza ad assopirsi all'improvviso, non nascondono una femminilità di altri tempi, mentre il modo di fare garantisce un'intelligenza che non si lascerebbe deviare dal sentimentalismo: Lorenzi prova subito simpatia per la vedova e decide di aiutarla. Tanto più che il caso potrebbe portare a scoperte interessanti: il marito era infatti a conoscenza di un segreto importante, risultato delle sue ricerche sull'idrogeno come fonte di energia. Per Leonardo, divorziato con una figlia che ama moltissimo, solo e restio a nuove relazioni, anche di amicizia e di lavoro, inizia una bella avventura, che metterà alla prova la sua astuzia e lo abituerà di nuovo a fidarsi degli altri, con l'arrivo del prezioso assistente Max. Le sorprese non mancheranno, tra ricatti, aggressioni e pasti consolatori…
Milano diventa noir in questo giallo pieno di azione che non manca di divertire il lettore. Tavola è bravo non solo a costruire una trama interessante e coinvolgente, ma anche a far ridere, sia con i modi di dire mai preconfezionati, anzi sempre ripensati con non poco spirito, sia con la creazione di un personaggio umano e allo stesso tempo molto capace. Leonardo ha cuore, questo si sente sin dall'inizio. Sensibile e colpito da un forte dolore - anche se quale non lo scopriremo, resterà il suo mistero. Le ampie conoscenze scientifiche dell'autore, insegnante e ricercatore di Fisica al Politecnico, rendono la vicenda credibile e anche istruttiva. Allo scrittore va inoltre riconosciuta la capacità di ritagliarsi uno spazio in un genere sovraffollato di investigatori solitari. Lorenzi è quel personaggio che sarebbe stato un peccato non veder nascere e che sicuramente godrà della meritata fortuna nelle prossime trame a lui dedicate da questo giovane talento appena sbocciato, per cui Che bella vita è il primo romanzo. A far da contorno altri caratteri azzeccati, come il commissario Nicotina, amico e "collaboratore" - che ricorderebbe il Basettoni di Topolino se quest'ultimo fosse stato ironico e reale - come Leonardo e come Max, scaltro genio dell'informatica, alto, biondo e bello. Notevoli gli scorci di Milano, il locale erotico in cui Lorenzi, padre-amico-eroe, segue l'amica della figlia per tirarla fuori dai guai, i diversi aspetti e profumi della metropoli che Tavola dimostra di conoscere e di amare. Un giallo che piace anche a chi non ama i gialli.

 

 

 

 
 
 
 
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