Che Guevara aveva un gallo

Che Guevara aveva un gallo

Beppe e Mirella Isnaghi sono una solida coppia di mezza età. Anzi, pure qualcosa di più. Stanno insieme da decenni. Hanno vissuto un po’ come capitava per anni in giro per l’Italia, ora da quattro lustri sono a Milano, zona Lorenteggio. Adriano, loro figlio, infatti all’epoca del liceo si è rifiutato di traslocare per l’ennesima volta. E del resto Beppe e Mirella a Milano hanno fatto l’università. La loro vita è stata ed è intensa e piena di passioni, anche se al tempo stesso caratterizzata comunque da una placida normalità. È il loro anniversario, e hanno in programma di fare un viaggetto. La Georgia? Per carità. L’Area 51? Non scherziamo, Beppe è appassionato di fantascienza, mica di ufologia. Il Paraguay? Beh, in fondo perché no? Non sarà peggio della DDR nel 1979, quando Mirella era pure incinta. Ci sono un sacco di cose da vedere, una volta alcuni compagni della sezione del partito avevano ospitato due attivisti di quelle parti. E poi lì, impegnato in alcuni scavi archeologici presso le riduzioni gesuite, ossia i piccoli nuclei abitativi dell’epoca delle missioni di colonizzazione ed evangelizzazione degli indigeni guaranì, c’è proprio Adriano. Che però al momento è scomparso...

Laura Pariani, pittrice, sceneggiatrice, drammaturga e romanziera prolifica, e Nicola Fantini, che oltre a essere scrittore è anche traduttore, sono alla seconda prova letteraria insieme dopo Nostra Signora degli scorpioni del 2014, una storia ambientata a Orta, sul lago, nel diciannovesimo secolo, un romanzo corale e dalla prosa sentenziosa e carica di mistero che trae spunto da un fatto di sangue realmente accaduto. In questo caso invece rivolgono la loro attenzione al Sudamerica, terra affascinante e contraddittoria: in particolare al Paraguay, che, incastonato tra Brasile, Argentina e Bolivia, non è forse il più noto degli stati. Ne scrisse Salgari, e quell’avventura libresca, insieme alla presenza del figlio, di cui però paiono essersi perse le tracce, è la molla che fa scattare nei protagonisti del romanzo il desiderio di avventura che li porta, assieme a Invención, una fascinosa e formidabile guardia del corpo che conosce tutti i posti e le persone giuste, fin nei più reconditi meandri di un luogo pieno di riti e simbolismi la cui storia è scolpita anche a suon di tradizioni, soprusi e ribellioni, tra la Nuova Russia dei protestanti mennoniti, la New Trinacria degli emigranti siciliani, la Nuova Adelaide degli australiani, la città della purezza genetica degli ariani e molto altro ancora, rappresentando in un vivido microcosmo tutta la sperequazione e la disillusione del nostro tempo senza più ideali e ideologie.



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