Chiudimi le labbra

Chiudimi le labbra
Sissa soffre di SSS (Sovraccarico sensitivo – informativo), il che vuol dire che l’incredibile mole di dati e informazioni con cui veniamo a contatto ogni istante della nostra vita le causa stati ansiogeni e angosciosi accompagnati da intolleranza al rumore e sconvolgimenti ormonali. In breve: per stare bene dovrebbe vivere sotto ad una campana di vetro, e invece… vive nel mondo, un mondo che percepisce come destabilizzante e senza armonia di sorta. Martina, invece, è ossessionata da un sogno ricorrente, una visione onirica notturna che la vede seduta in macchina accanto ad una figura maschile di cui non può scorgere i lineamenti e che non può assolutamente guardare. Altrimenti…
Cosa lega le due anime? Tutto. Universi, sensazioni, percezioni di una realtà che le sconvolge, con la quale non trovano nessun feeling. Si potrebbe dire che sono due giovani disadattate che vanno dallo stesso psicologo che sa solo imbottirle di farmaci e fogli di carta spiegazzati con scarabocchiate delle indicazioni che, tanto, non seguiranno mai. E condividono una visione comune nonostante siano diverse e apparentemente lontane come due satelliti che girano intorno allo stesso pianeta senza sfiorarsi mai. L’una chiusa dentro se stessa eppure sconquassata dal fiume di agenti esterni che le triturano l’anima, l’altra incapace di stabilire un contatto profondo, autentico e con le note delle canzoni di Billie Holiday perennemente appoggiate sulla punta delle lingua e lividi scuri a marchiarle la pelle. Eppure si tengono per mano, si mordono le labbra, stanno insieme, scambiandosi - a modo loro - il calore che non trovano al di fuori del loro microcosmo impenetrabile. E poi ci sono i segreti, le verità nascoste, quelle che emergono dalla coltre di nebbia che le ha avvolte fino ad un istante prima e c’è il desiderio, oltre che la volontà, di cambiare il corso delle cose. Ed è così che, senza avere mosso un capello, il cielo si squarcia, piovono pesci a catinelle e la strada viene lavata dalle sue sozzure e resta nuda, così come tutti dovrebbero poterla vedere. Come dice Arduino, l’acqua scioglie molti nodi, anche se non tutti. Eppure scioglie quelli fondamentali, quelli necessari a scrivere un nuovo capitolo. E allora, “chiudimi le labbra con un bacio, la bocca con la lingua e cominciamo a parlare”. Leggero come una pioggia primaverile, disarmante nella sua delicata tenerezza e ancora violento come una tormenta e forte come uno schiaffo a cinque dita sulla pelle intirizzita dal freddo.

 

 

 

 
 
 
 
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