Chocolat

È martedì grasso quando, in un paesino delle campagne francesi, arrivano Vianne Rocher con la piccola Anouk. Vianne è una donna estrosa, veste con colori sgargianti, è abituata a viaggiare ma decide di stabilirsi lì con la figlia attratta dal clima di festa. Non è facile però per due straniere come loro farsi accettare dalla piccola comunità: troppo diverse, troppo vistose. Prendono in affitto un ex panificio che trasformano in una pralineria. Vianne è un’abile pasticcera e con maestria sforna biscotti, dolcetti, torte e cioccolatini di ogni gusto, forma e colore. In breve tempo La Céleste Praline diviene un luogo di incontro, un posto dove gustare una tazza di cioccolata calda e dimenticarsi degli affanni, un locale dove la solitudine cessa di esistere - almeno per un po’. Ma ben presto Vianne dovrà scontrarsi con la rigidità del giovane parroco, che vede nella pasticceria un luogo di perdizione e peccato, e nella condotta di Vianne un pericolo per la comunità. E quando un giorno arrivano dal fiume un gruppo di nomadi, la loro presenza non può che complicare le cose…
Difficile riassumere un libro tanto pieno di suggestione e magia, ricco di personaggi che incarnano vizi e virtù, che indossano le maschere del perbenismo, che sembrano imprigionati, incollati ai propri ruoli. Impariamo a conoscere un vecchio professore malinconico e il suo cane, il cleptomane proprietario del bar, una vecchia e irriverente signora incurante del giudizio altrui, donne maltrattate e silenziose. E lo facciamo tramite una sottile aura di magia che sprigiona dal profumo della cioccolata, che affascina e spaventa. Mistero e paure, magia e verità si mescolano in una fiaba per adulti, portata con grande successo peraltro sul grande schermo da Lasse Hallstrom e Juliette Binoche.

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