Christiane F. - La mia seconda vita

Christiane F. - La mia seconda vita
Christiane Vera Felscherinow ha 52 anni, e da 20 anni vive a Berlino. Una vita riservata la sua, eppure non passa giorno senza che qualcuno le chieda: “Tu sei Christiane F., vero?” . Perché per molti lei è stata un mito, un personaggio la cui vita ai limiti ha esercitato una forte attrazione su generazioni di ragazzi, non solo tedeschi. Sono trascorsi poco meno di 40 anni da quando l’adolescente Christiane F. si invischiava in un circolo vizioso fatto di droga, criminalità e prostituzione. Non che lei fosse l’unica a bucarsi, a procurarsi l’eroina facendo delle marchette: ma certo solamente lei è diventata la protagonista di un libro da più di 4 milioni di copie vendute e di un film celeberrimo. E oggi? Dopo una vita girovaga tra Germania, Svizzera, Grecia e il carcere, una carriera musicale mai decollata, un figlio avuto nel 1996, e una lotta con la droga che va avanti praticamente da sempre, Christiane convive dignitosamente con una forma cronica di epatite e con il dolore per il figlio che le è stato portato via ma con il quale è comunque riuscita a costruire un rapporto. Una vita solitaria e dimessa che nulla può lasciare al superfluo perché il denaro scarseggia, un presente in continuo conflitto con il suo passato da “star del buco”…
Se avete letto Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, non potete non leggere La mia seconda vita. Dubito infatti che non vi siate mai chiesti come fosse andata a finire, che non abbiate sperato che Christiane F. trovasse pace e vincesse le sue dipendenze una volta per tutte. C’ è molta consapevolezza in questo racconto autobiografico, scritto con il supporto dalla giornalista Sonja Vukovic, che ci aiuta a comprendere meglio il perché di certe scelte, di certi incontri e di certi vissuti di Christiane. Perché si è voluta raccontare, lei che da anni è preda ambita dei media dai quali cerca di tenersi alla larga dopo che, nel 2008, esibirono senza remora alcuna il suo dolore per la perdita della custodia del figlio? “Perché i media hanno pubblicato ovunque storie su di me – risponde – ma il loro interesse era rivolto solo a capire se fossi ancora una tossicodipendente o no. Io volevo dire: Salve, ho 52 anni, sono una madre, sono ancora viva e non sono più Christiane F. ma la Sig.ra Felscherinow e ho fatto un ottimo lavoro con mio figlio”.

 

 

 

 
 
 
 

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