Christine - La macchina infernale

Al ritorno dal lavoro estivo alla manutenzione stradale, Arnie Cunningham ferma di colpo Dennis, il suo miglior amico e compagno di scuola, perché si è letteralmente innamorato di un’automobile. Un colpo di fulmine per un catorcio apparentemente irrecuperabile: una Plymouth Fury del 1958 bianca e rossa. La macchina appartiene ad un soldato in pensione ormai invalido, tale Roland D. LeBay, che riesce a spillare al giovane 250 bigliettoni per l’usato da riaggiustare. Nella ricevuta di acconto, il vecchio chiama la macchina per nome: Christine. Arnie è un reietto, un nerd troppo gracile per praticare sport, troppo banale per eccellere in qualsiasi disciplina, alieno da droghe o alcol, palestre o ragazze (grazie anche alla sua spaventosa eruzione di foruncoli pustolosi). L’unico campo in cui eccelle sono le automobili e qualsiasi cosa che possa essere definito come un meccanismo semovente. Ci vuole poco quindi perché il giovane si innamori di un catorcio, che rispecchia con le sue lamiere scrostate il suo status di outsider. Dopo qualche battibecco con i genitori, che lo preferirebbero diligente e studioso, Arnie chiude l’affare. L’innamoramento per Christine da parte del giovane non scema, anzi più continua a rimetterla a posto, più diventa distaccato e cinico, tanto da far preoccupare l’amico Dennis e la successiva fidanzata Leigh Cabot. Quando il vecchio proprietario muore, sarà proprio Dennis a ricevere la confessione del fratello di LeBay, che imputa a Christine alcuni delitti irrisolti...

Uno dei personaggi più famosi dell’intera opera di King è un’automobile anni cinquanta: Christine. E come in molte delle sue storie, il re del brivido riesce a dar vita a personaggi inanimati, con una tecnica di descrizione del soprannaturale sopraffina. Christine infatti vive una sua vita propria nelle menti di chi la guida, quasi impadronendosi del padrone per portarlo a vivere una relazione d’amore totalizzante che non ammette compromessi. Il ‘bad trip’ di Arnie verrà ripreso nello stesso anno da un’altro re dell’horror: David Carpenter, che tradurrà in immagini il racconto senza tregua di King, qui in uno dei suoi apici creativi (come lo sono molte delle opere pubblicate negli anni Ottanta). Christine - La macchina infernale è un libro scritto con uno stile incalzante, le sue pagine scivolano via veloci, senza annoiare il lettore con troppe teorie. King riprende qui le tematiche dell’isolamento tardoadolescenziale già esplorate velocemente in Carrie e apre la strada a quello che pochi anni dopo molti hanno riconosciuto essere uno dei suoi capolavori: It. Leggibilissimo anche oggi, con molti riferimenti alle musiche e alle atmosfere degli anni ‘50, guarda caso il periodo in cui l’autore è nato. Il 19 giugno 1999 King verrà coinvolto in un incidente automobilistico quasi mortale. Che si sia portato un po’ di sfiga pregressa?



 

 

 

 
 
 
 

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