Ci sentiamo verso sera

Io di feste me ne intendo, assolutamente, eccome. Ma, in tutta onestà, leggendo i titoli dei giornali che fanno bella mostra di sé in una qualsivoglia edicola mi viene da pensare che, pur ringraziando sentitamente per il cortese pensiero, se questo mondo fosse una festa non vorrei proprio essere invitato. E dunque continuo a camminare, e guardando riflesso nello specchio di una lucida vetrina un uomo che dovrei essere io, un volto che dovrebbe essere il mio, mi succede una cosa assai bizzarra. Io non somiglio a me, quello che vedo non somiglia a me… Così dice il protagonista tra sé e sé, perso del tutto nel flusso inarrestabile dei suoi pensieri. Infatti si è sempre visto più giovane, un ragazzo di vent’anni, o almeno è sempre stato così per un decennio, se non di più. Fino a quel giorno. C’è un che di pirandelliano, senza dubbio. Da sempre infatti quando anche meticolosamente si guarda allo specchio ogni mattina lavandosi i denti con cura, attenzione e precisione, come raccomandatogli dalla sua igienista dentale, ha sempre visto un ventenne, non un uomo imbolsito che ha un capello bianco che vuole timidamente fare coming out sulla sua testa. Ma la realtà è che…

Ogni giorno che passa ci si avvicina sempre di più alla fine: del resto non c’è nulla di più naturale, l’età è fatta crescere, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto. Finché si è in vita. Poi, quando non si esiste più, è con ogni probabilità tutto un altro paio di maniche, ma nessuno è mai tornato indietro per raccontare alcunché. Se la giovinezza è l’alba, dunque, la maturità si manifesta verso sera. Simbolico e riuscito il titolo di questa prosa di Narduzzi, che in forma di romanzo realizza un’esegesi attenta, accurata, meticolosa e filosofica delle fragilità umane, che caratterizzano, determinano e influenzano la vita di ciascuno, indirizzandone i comportamenti, le decisioni, le prese di posizioni: con dovizia di dettagli e ricchezza di sfumature ognuno dei personaggi, come per esempio Claudio, che un giorno si sente male, finisce in ospedale e lì gli appare come una visione una ragazza di cui non sa nulla e che quindi cercherà di rintracciare percorrendo, la notte, le strade di Roma.

 


 

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