Cibo per la pace

Cibo per la pace

Da Pitagora nell’antica Grecia a Platone e Plotino, dai profeti dell’Antico Testamento ai primi fondatori della Chiesa, da Gautama Buddha a Leonardo da Vinci sono innumerevoli i maestri spirituali, i filosofi, i grandi pensatori che hanno approfondito l’importanza di approcciarsi all’assunzione del cibo con consapevolezza e rispetto. L’atto del mangiare ha un ruolo primario nelle società di tutti i luoghi e di tutti i tempi, religione, economia, politica conferiscono al cibo significato e potere, e proprio per il potere antiche popolazioni nomadi nella regione curda del Nord-Est dell’Iraq, tra le prime a sottomettere e mercificare gli animali, si mossero alla conquista di tribù pacifiche dedite alla raccolta e all’alimentazione priva di carne. La cultura violenta della repressione su altre specie richiedeva l’educazione degli uomini alla prevaricazione e la soppressione dell’empatia e della sensibilità innate nei bambini. L’estensione di quel tipo di cultura della violenza anche nei confronti delle donne o delle persone di differente etnia non può che avere la stessa matrice. Eppure la fisiologia e l’anatomia della specie umana, se osservata e studiata con attenzione, mostra l’incapacità per la nostra specie di rincorrere, bloccare, uccidere e strappare con i denti pelle e carne di altri animali…

L’attivista Will Tuttle, con una laurea in studi umanistici, un trascorso come monaco buddhista in Corea e almeno quindici anni alle spalle di incontri e conferenze dedicate al vegetarianismo è stato insignito nel 2007 in California del “Courage of Conscience Award The Peace Abbey” proprio per il suo impegno. In questo denso volume affronta il potere che si cela dietro le scelte che compiamo ogni giorno per porre l’attenzione sulle analogie tra quanto infliggiamo agli animali e quanto sta accadendo alla nostra stessa specie. Impressioni che è impossibile non considerare e spunti di riflessione che impossibile non approfondire. In alcuni momenti il ripetersi di alcuni concetti può apparire ridondante, ma credo si tratti della necessità e del tentativo di oltrepassare la barriera di coscienze assuefatte e addormentate su temi che l’intera società tenta di celare e che oggi più che mai richiedono l’attenzione di tutti. Le numerose pagine dedicate alle note divengono una fonte preziosa di materiale su cui documentarsi da tutti i punti di vista e su tutti i fronti, per riuscire ancora meno a chiudere gli occhi e a sopprimere la voce della propria coscienza una volta chiuso il libro.



 

 

 
 
 
 

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