A cielo aperto

A cielo aperto
Un ragazzo e suo fratello minore, abbandonati dal padre partito per la guerra, si incamminano verso il campo di battaglia. Il maggiore non sa che guerra si stia combattendo al fronte, ma vuole portare lì suo fratello per chiedere al padre i soldi per comprargli le medicine, per chiedere l’aiuto di cui a bisogno per guarire: brucia di febbre, vomita, sputa sangue, ha le piaghe. Insieme attraversano un mercato, camminano sul bordo della strada, si fermano ad un casolare per chiedere un po’ d’acqua e alla fine raggiungono l’accampamento militare, dove il padre fa ricoverare il piccolo nell’infermeria. Due giorni dopo, il ragazzo si sveglia in una delle tende del campo, nei pressi del fiume e accanto a lui c’è l’uniforme con cui dovrà prestare il turno di guardia sulla torre. Precettato in una guerra di cui non sa neanche il nome, il ragazzo decide di fuggire, errando per le terre intorno, alla ricerca disperata del fratello. Trova riparo in una sacrestia. Per un po’ vive con una donna e lavora come guardiano di un capannone. Ma il suo destino è la fuga, questa volta nascosto nella cabina di una nave…
Non esiste un tempo e un luogo per questa storia, non ci sono nomi, riferimenti, appigli che permettano di collocarla in una dimensione diversa da quella onirica, lisergica, dove il tempo si confonde tra il passato, il presente e il futuro del protagonista, lo spazio indefinito rappresenta tutti i luoghi e la guerra tutti i possibili conflitti. A cielo aperto è il romanzo- capolavoro di João Gilberto Noll, grazie al quale vince il suo terzo Premio Jabuti, paragonato, nel retro copertina, ad autori come William S. Burroughs, Louis-Ferdinand Céline, Thomas Bernhard, per il suo stile visionario e irriverente. Essenziale, crudo, cinico, nichilista, l’autore accompagna il lettore in una storia-incubo, narrata in prima persona. Del protagonista non si conosce il nome, l’età, la provenienza, ma si impara a capirne gli impulsi, il peregrinare senza fine, la fuga e la ricerca continua e ossessiva di un fratello che, traumatizzato, ritrova in ogni altro essere umano, da cui si è allontanto senza riuscire a separarsene definitivamente. In un contesto fatto di luoghi cupi, case e strade abbandonate, devastazione e guerra, l’autore ci racconta una vita spezzettata, fatta di incontri erotici, episodi che sembrano casuali, arbitrari come la vita stessa, situazioni dove tutto è possibile. E la fine sembra arrivare imprevista e, come in un sogno, non dare una netta conclusione alla storia.

 

 

 

 
 
 
 
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