Cinopolis

Cinopolis
Sono ormai tre notti che Alfonso Marrano detto Fofò u scarparu si desta di colpo al suono di lontani boati. E' un uomo solitario, che passa le sue giornate nella misera bottega di ciabattino ereditata dal padre, sotto lo sguardo dei ritratti di Marx e San Pietro, protettore dei calzolai. Rari i clienti, rare le novità di una vita povera e sempre uguale a se stessa. Ma ora la città sembra in preda ad una grave sciagura: una epidemia? Una guerra? Un esodo inspiegabile? Fofò lo ignora: fatto sta che nessuno gira più per le strade, se non branchi di cani feroci e assetati di sangue. Barricati nelle loro case, il ciabattino e alcuni compagni di ventura assistono impotenti all'ascesa al potere di un feroce mastino nero, che sembra guidare i cani ad una spietata rivolta contro il genere umano...
In una città del sud (che ci giurano sia Palermo) la paura della violenza fascista e squadrista e l'inquietudine per l'alienazione urbana si fanno favola allegorica. Cani neri che da rivoluzionari diventano despoti, come in una inevitabile maledizione ciclica, e presidiano le strade un tempo calpestate dall'uomo: una delle visioni più terrificanti ed emozionanti degli ultimi anni in un romanzo che si inserisce a pieno titolo nel solco della grande letteratura italiana, quella per intenderci di Buzzati e Calvino.

 

 

 

 
 
 
 
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