Cinquanta smagliature di Gina

Cari Gigi, lo sapete che non dovete mai affermare di essere più razionali di una donna in sua presenza perché questa risulterebbe un’affermazione assolutamente irrazionale? E che la data di compleanno della vostra Gina è utile sia nella buona sia nella cattiva sorte? Sì, perché nel primo caso vi sarà utile per farle un regalo di compleanno, nel secondo per evitare di dover telefonare nell’eventualità che la dobbiate inserire nell’atto di divorzio. Dal sesso alla tecnologia, dalla moda all’aspetto fisico in continuo mutamento, e con l’avanzare del tempo vittima di un inevitabile decadimento (a niente serve volerlo nascondere), il mondo delle Gine è un complicato insieme di eventi e fattori, paranoie e autosuggestioni che il Gigio non può ignorare, ma che, ahinoi, sempre più frequentemente tende a voler dimenticare. Come i commenti inopportuni ad ogni taglio di capelli, ignari dell’effetto che questi possono provocare, o la beata inconsapevolezza di fronte variazioni di tono della voce o di umore mai casuali, e allora diventa necessario scrivere una guida per chi è molto più lontano dell’ideale Mr. Grey...
Alla trilogia più discussa dell’estate 2012 e alla prima parodia firmata da Rossella Calabrò, Cinquanta sbavature di Gigio, segue questo Cinquanta smagliature di Gina, il cui leit motiv è certamente l’autoironia. Più che un commento allo stile del libro, sento di poter dare un consiglio su come approcciarsi a questo tipo di lettura. Non si tratta certo di grande letteratura o narrativa mainstream, credo non ci sia nemmeno il bisogno di dirlo, ma talvolta può andare anche bene così. Senza voler essere per forza snob, criticando tout court. Che poi ci siano numerosi luoghi comuni e che non tutte le donne possano rispecchiarsi nel prototipo della “Gina” è un discorso a parte. Autoironia significa anche ammettere che il “sovrappeso emotivo” femminile (così la smagliatura viene definita nella bandella) è una questione che riguarda la maggior parte delle persone di sesso femminile: in percentuali diverse, sicuramente. E va bene che non si può né si deve generalizzare, ma iniziare a prendersi un po’ meno sul serio potrebbe essere un buon punto di partenza per farsi due risate per un paio d’ore sotto l’ombrellone… in attesa di capire quale tormentone letterario avremo nell’estate 2013! (A naso lo stesso del 2012)

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