Circo Massimo

Circo Massimo

Alba del 15 marzo del 44 avanti Cristo. Il dittatore e Pontifex Maximus Giulio Cesare è all’interno della sua residenza al centro di Roma, intento a lavorare su alcune mappe. Si sta preparando a marciare verso Oriente e valuta il numero sufficiente di legioni per riuscire nell’impresa. Più tardi deve incontrare i senatori per discutere i dettagli dell’operazione e Marco Antonio per accordarsi sui piani di conquista oltre il Danubio. La moglie Calpurnia tenta di dissuaderlo ma Cesare esce risoluto dal tablinum, andando incontro al suo destino rappresentato da ventitré pugnalate. Nell’anno 101 dopo Cristo, 145 anni dopo la morte di Giulio Cesare, l’Urbe è in mano a Domiziano, un governante incapace e senza scrupoli che ignora le minacce dei Germani e dei Daci, rispettivamente a nord e a est dell’Impero. Si prefigura, per la salvezza di Roma, una congiura ai danni dell’imperatore, a cui vuole prendere parte perfino la moglie Domizia Longina, esacerbata dal clima di violenza che si respira quotidianamente nella sua reggia. Anche il Senato è d’accordo e per sostituire Domiziano si fa già il nome di Marco Ulpio Traiano, un comandante di origine ispanica dal grande valore ed equilibrio; la guida giusta per un momento così delicato della storia di Roma…

Circo Massimo è la prima parte del volume in lingua spagnola Circo Maximo. La seconda parte è in pubblicazione con il titolo L’ira di Traiano. Il romanzo è quindi in Italia il secondo di una trilogia (che forse diventerà una quadrilogia, a rigor di logica) dedicata a Traiano, dopo L’Ispanico. L’autore è il filologo e linguista valenciano Santiago Posteguillo, che si è specializzato in letteratura creativa, linguistica e traduzione prima negli Stati Uniti e successivamente in Gran Bretagna. È anche titolare di Lingua e Letteratura Inglese all’Università Jaume I e per questo è autore di oltre settanta pubblicazioni accademiche. Il primo romanzo risale invece al 2006, con una trilogia dedicata a Scipione l’Africano, L’Africano appunto. Le vicende legate all’optimus princeps, come gli antichi definivano Traiano, sono molto più ad ampio respiro rispetto a quelle dell’Africano. Scipione è un uomo di guerra mentre Traiano si assume la responsabilità del governo di Roma. Per questo motivo l’autore è in grado di tratteggiare con abilità l’atmosfera di corte, con le sue rivalità politiche laceranti. Non mancano le scene di azioni e di guerra, dato che dall’altra parte del Danubio Decebalo,il re dei Daci, proprio non ne vuole sapere di rinunciare alla Mesia e alla Pannonia. Circo Massimo risulta quindi un ritratto a tutto tondo della Roma imperiale e delle sue molteplici contraddizioni. Impreziosiscono il volume delle tavole illustrate e dei diagrammi utili a comprendere al meglio lo sviluppo della storia, così come, in fondo al libro, un glossario di termini latini e dacichi e l’albero genealogico della famiglia imperiale di Traiano.



 

 

 
 
 
 

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