Coincidenza imperfetta

Coincidenza imperfetta

Roma, 10 dicembre 2012. Sono le otto in punto di una fredda mattinata quando Alvaro Landini, ex dirigente di una multinazionale farmaceutica e titolare della Elefante – un’agenzia investigativa a conduzione familiare – riceve una telefonata. Il dottor Grandi, direttore del dipartimento sinistri dell’agenzia assicurativa Fidelitas, vuole affidargli un caso scottante: deve indagare sulla morte della professoressa Roberta Montessini, ex preside del liceo Visconti, trovata cadavere nel suo appartamento tre mesi prima. Apparentemente la donna è morta per cause naturali ma la Fidelitas è disposta a tutto pur di dimostrare che si tratta di omicidio, soprattutto perché esiste una polizza per morte naturale che la costringe a pagare un premio di settecentocinquantamila euro, il cui beneficiario è uno sconosciuto cittadino capoverdiano. Dopo i primi dubbi, Landini decide di accettare l’incarico e aiutato dai suoi collaboratori si butta a capofitto nelle indagini, imbattendosi in una vicenda torbida, in cui tutti sembrano nascondere qualcosa. E soprattutto, col passare del tempo, Alvaro si convince sempre più che la professoressa Montessini sia stata vittima di un omicidio…

È una Roma fredda, crepuscolare, anonima a volte, a fare da cornice ai protagonisti di Coincidenza imperfetta di Fabio Mariani, ex dirigente di una multinazionale del turismo che nel 2013 ha esordito nella narrativa con il romanzo Il nobile massaio. Il fulcro dell’intreccio risiede nella morte della professoressa Montessini e nella polizza che qualche mese prima ha stipulato in favore di un perfetto sconosciuto. È questo il punto di partenza dell’indagine di Alvaro Landini, ex responsabile della sicurezza interna di una grande azienda che da un giorno all’altro si è trovato senza lavoro ed è stato costretto a reinventarsi. Così ha fondato la Elefante, un’agenzia investigativa portata avanti assieme alla figlia Michela e a suo padre Gino, poliziotto in pensione. Un’indagine ostica, un vero e proprio muro di gomma contro il quale il protagonista va a sbattere, nonostante la sua convinzione di avere a che fare con un omicidio e non con un caso di morte naturale. Quello costruito da Mariani è un giallo vecchio stile, fondato sulle doti intuitive dei personaggi: la Elefante non ha a disposizione tabulati telefonici o referti scientifici, quindi deve appoggiarsi solo ed esclusivamente sulle abilità della famiglia Landini. In tal modo il ritmo generale ne risente, rallentato anche dalle continue pause in cui si riassumono tutti i punti chiave della vicenda. Il lettore, dunque, viene chiamato a scoprire la verità snocciolando un plot in cui molti sono gli elementi in causa e pochi, pochissimi, gli indizi a disposizione. Insomma, un romanzo giallo in chiaroscuro, appesantito dalla scelta di raccontare giorno dopo giorno un’indagine che a volte sembra andare per le lunghe, e impreziosito dall’estrema umanità dei personaggi e dai loro rapporti. Un buon punto di partenza.



 

 

 

 
 
 
 

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