Colore indeciso

Colore indeciso
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Dmtrj è albino, e fino a sedici anni è stato privo della vista: un mago di passaggio gli ha permesso di riacquistare la vista il giorno del suo sedicesimo compleanno, e all’improvviso il mondo è cambiato. La sensibilità agli odori, sviluppata in sedici anni di cecità, diventa passione feroce, bisogno, avidità di colori. Che sono esperienza assoluta nel loro compenetrarsi in sfumature, stacchi, gradazioni, impressioni violente, e nell’intersecarsi ai profumi, agli odori, alle fragranze tipiche della carne. Perché non esistono persone, solo carne che vive e respira e parla e cammina: questo è ciò che Dmitrj pensa mentre apprende e sviluppa il talento di dipingere con la lama dei coltelli, producendo da solo la maggior parte dei colori e sognando di riempirne i corpi delle persone che attraggono la sua fantasia. Come accadeva con la sorella Anna, compagna del primo ventennio di vita e amata con passione quasi fisica: Dmtrj dipingeva il suo corpo con colori spalmati direttamente sulla pelle. Quando Anna muore, Dmtrj abbandona il villaggio dove sa di non essere mai stato accettato (è albino, quindi un demonio): raggiunge altri luoghi e persone, e si guadagna da vivere facendo ritratti. La sua vita è totalmente dominata dalla passione per i colori, dall’arte, e l’incontro con un uomo dai colori perfetti, che nella fantasia chiamerà Rufus, cambia il corso delle cose: Dmtrj scorge Rufus addormentato in un bosco e decide di dipingere il suo corpo, approfittando del suo sonno. Però, dopo qualche tempo, Rufus si sveglia…
Il primo romanzo di Marko Matz, al secolo Marco Mazzanti, studente universitario classe 1987, è una storia complessa scritta con frasi semplici ed efficaci: il linguaggio è sicuro, sintetico, equilibrato, dipinge personaggi ed eventi con gli stessi tratti carnali, pieni, digradanti in sfumature potenti che rappresentano la passione del protagonista. Trascinato nella dipendenza dall’arte, nell’attrazione feroce per la perfezione di colori che sono anche odori e profumi e bisogni, prova a fuggirne quando capisce che questo fuoco può bruciare la sua stessa esistenza. Dmtrj è un uomo privo di colore: il suo essere albino lo rende bianco, e l’unico colore è l’azzurro degli occhi. Però. La sua vita è un incessante proporsi di desideri e fughe, e a un certo punto del cammino gli occhi avidi di sensazione incrociano quelli di Scile, un uomo dai tratti ambigui che diventerà il suo stesso contraltare. E il compimento del suo destino. Questa prima “prova d’autore” di Marko Matz si legge in poche ore, ed è un pregevole inizio senza sbavature: la storia coinvolge e soddisfa, scivola lineare e perfetta fino all’epilogo che scuote e rimane, abita la memoria come un sapore complesso, un profumo di legno bruciato e sangue, un colore che non esiste. Perché è l’insieme profondo e compiuto di tutti gli altri.

 

 

 

 
 
 
 
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