Colpisci e scappa

Colpisci e scappa
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Billy Zoe e Charlie: i tre moschettieri. Billy è all’inizio della gavetta come cronista di nera, Zoe è la sua splendida fidanzata, Charlie è suo fratello maggiore, colui che gli guarda le spalle da quando i loro genitori sono morti, che grazie al suo lavoro di medico sgraffigna in ospedale le pasticche che condiscono le serate di tutti e tre. È proprio al termine di una di queste serate a base di Schnapps alla barbabietola e pasticche, che Billy si ritrova al volante della Micra di sua madre perché è il meno (s)fatto dei tre. La notte di Edimburgo è chiara e stellata, gli eccitanti stanno ancora facendo la loro magia, le strade sono deserte, gli sguardi più o meno allucinati dei tre sono persi nel paesaggio, Salisbury Craig appena fuori dal finestrino, quando un tonfo devia la loro marcia, qualcosa di pesante ha colpito l’auto mandandola a incagliarsi di muso in un terrapieno. Un dolore lancinante dietro l’occhio destro, una fitta alla schiena e l’azione degli eccitanti rendono difficile capire cosa sia successo. Quando scendono dall’auto, ad attenderli sull’asfalto c’è un corpo riverso: giacca, cravatta, capelli corti, sulla quarantina. Per Charlie è subito ovvio che sia morto e che chiamare i soccorsi potrebbe rovinare la vita a tutti e tre. Billy è incerto, non vuole andarsene e lasciarlo lì ma Charlie ha la soluzione anche per quello, bisogna spostare il cadavere per nasconderlo ai fari delle auto in transito, farlo rotolare giù dal terrapieno in modo che i rovi lo nascondano. Ci vorranno molte ore per indurre in Billy un sonno colpevole e alleviare il bruciore delle punture di ortica. Tuttavia, se c’è qualcosa di peggio che svegliarsi da una notte del genere, è che a svegliarti sia la tua caporedattrice per assegnarti il tuo primo articolo importante: un probabile suicidio a Salisbury Craig. A peggiorare la giornata e a far cedere ai conati di vomito uno stomaco già parecchio provato, sarà lo scoprire nell’ordine, che il cadavere non si trova nel posto in cui lo avevano lasciato e che si tratta del boss più temuto della malavita locale!

Romanzo poliziesco atipico e originale, Colpisci e scappa è stata la prova di esordio di Doug Johnstone, che ha immediatamente conquistato pubblico ed editori. La trama è solida, ben costruita e articolata in modo che mai nulla di ciò che accade sia scontato o prevedibile. I dialoghi sono serrati e asciutti come nella migliore tradizione scozzese, un filone prolifico e ispirato di ottimi scrittori di noir e gialli in cui Johnstone si è guadagnato a pieno titolo un posto sin dal suo esordio; un posto che ha consolidato con i sei libri successivi (per ora solo uno dei quali disponibile in Italia, L’ultima volta), continuando a migliorare il suo stile ad ogni libro. Quello che all’autore sembra interessare particolarmente sono le relazioni umane e la capacità di persone semplici di reagire a eventi complessi o tragici da loro stessi messi in moto. I rapporti tra i due fratelli, il modo in cui ciascuno di loro ha elaborato la perdita dei genitori, come il loro rapporto sia stato cambiato da questa perdita, sono alcuni degli elementi trattati e il modo in cui queste e altre informazioni sulla psicologia dei personaggi traspaiono dal testo, creando una sotto traccia alla trama principale pur avvincentissima fa di Doug Johnstone un ottimo scrittore, e dà l’idea che riuscirebbe a risultare credibile in qualsiasi genere decidesse di cimentarsi.

LEGGI L’INTERVISTA A DOUG JOHNSTONE



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