Com’è bella la nebbia quando cade

Com’è bella la nebbia quando cade
La sveglia è parte della routine quotidiana, ovvio: ma ogni volta avviene con modalità diverse. Quest’oggi è il canto di un uccello a fungere da sveglia, mentre silenzioso l’orologio segna le ore sei. Nella stanza aleggiano quiete e silenzio, artisticamente incarnati dalla luce che pigra filtra attraverso le persiane semichiuse. Neanche le tende osano arrestare l’inarrestabile penetrazione del giorno in quella stanza. Una volta resosi conto del tenue fiorire del mattino, Ludo si alza e si trascina fuori dalla stanza. In cucina, con un tè caldo nella mano, si accorge che il tavolo della veranda che è solito usare per la colazione è già apparecchiato. Incuriosito, si dirige verso il tavolo e nota che ci sono una tazza, un piatto, un cucchiaio e un coltello. Prima di farsi venire in mente qualsiasi cosa si chiede come mai sia stato apparecchiato soltanto per una persona ma in una frazione di secondo la sua attenzione viene catturata da un pacco rivestito di carta grezza tenuta insieme da uno spago…

L’opera di Tania Piazza, dai forti intenti introspettivi ed emotivi, percorre un sentiero che va a ritroso nel tempo, servendosi di espedienti epistolari e riflessioni dei protagonisti per saldare una trama essenzialmente statica che ruota attorno a un patchwork di segreti e di occasioni colte e mancate. Traslando l’impianto narrativo sull’effettiva riuscita dell’romanzo si può dire che Com’è bella la nebbia quando cade sia un’occasione mancata, in primo luogo perché le suggestioni emotive che l’autrice ha saputo ampiamente dimostrare non sono sostenute da una trama all’altezza delle aspettative, mostrando come una genuina abilità scrittoria rischi di disperdersi se non viene ancorata a un’ idea di fondo trascinante e compiuta. Il lavoro, che flirta piacevolmente con Emily Dickinson, più volte citata dai protagonisti del romanzo, manca di visione di insieme e nella scelta stilistica “bloccata” del comunicare attraverso lettere e suggestioni passate trova un ulteriore elemento di appesantimento. L’augurio è che l’autrice possa investire in futuro la propria buona padronanza nell’uso della lingua in progetti più accattivanti, soprattutto sul piano dell’intreccio e del ritmo narrativo.

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