Come cambiare il mondo

Come cambiare il mondo
Una raccolta di sedici testi - articoli e saggi composti tra il 1956 e il 2009 - in alcuni casi riveduti, in altri ampiamente riscritti, in cui rivive la parabola storica e teorica del marxismo. Viene rivisitato il pensiero politico di Karl Marx e di Friedrich Engels, rilette alcune tra le loro opere fondamentali, tra cui il Manifesto del Partito Comunista; ricostruiti i contesti culturali e politici entro i quali il marxismo è nato, si è accresciuto e ha agito, fino a esercitare una notevole influenza sul corso storico del Novecento. Un cospicuo patrimonio di idee, ulteriormente arricchito dal prezioso contributo di Antonio Gramsci, che occorre salvaguardare dall’intento strumentale di quanti hanno inteso demonizzarne valenza e prospettive. Uno strumento che - disaggregato dalla disastrosa variante del socialismo reale - torna nuovamente utile per indagare lo sviluppo e le trasformazioni del capitalismo contemporaneo, per fornire una nuova prospettiva di emancipazione della società attuale…
Il decennio successivo alla caduta del muro di Berlino è stato contrassegnato da una copiosa produzione di testi volti a consacrare, insieme con la fine del comunismo storicamente realizzato, anche la sconfitta della teoria marxista. In questi ultimi anni – complice la grave crisi mondiale del sistema economico e i devastanti effetti sociali prodotti dal capitalismo liberista e selvaggio – stiamo assistendo, al contrario, a una larga fioritura di opere di segno opposto. In particolare si registra un ritorno d’interesse intorno al pensiero di Karl Marx, tale non solo da restituirgli un ruolo stabile e centrale nel dibattito politico e filosofico, ma da legittimare la rinascita di movimenti politici e culturali ispirati agli insegnamenti del pensatore di Treviri. In questo filone di studi non poteva affatto mancare anche il contributo di Eric John Hobsbawm, il più autorevole storico marxista vivente. Già autore di numerosissime pubblicazioni di successo, il novantaquattrenne studioso inglese, in questa sua ultima opera, appare più che mai determinato a riaprire i conti con la storia, rimettendo nuovamente in gioco Karl Marx, da lui definito il filosofo del XXI secolo. Il libro, come di consueto, coniuga al rigore della ricerca storica l’impagabile pregio della leggibilità, offrendo al lettore, al termine di un appassionante percorso di 400 pagine, il carsico riemergere di un pensiero dato troppo frettolosamente per morto. Di un’analisi che pare trovare nel mutato quadro delle condizioni storiche più conferme che smentite. 

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