Come perdere l’anima

Come perdere l’anima

L’azienda Dream – con sede a Rio de Janeiro ma dislocata in più Paesi – ha bisogno di autisti che parlino in italiano ma conoscano le strade della città brasiliana, in modo da trasportare i funzionari. Andrea ha da poco fondato l’Italia Transporters. Una benevola coincidenza. Il colloquio va bene, Andrea assume anche un altro autista, Toni Mascarelli, e finalmente può cominciare a lavorare. Sui dirigenti della Dream però circolano diverse voci. Voci a cui Andrea non sa se credere o meno, perché le persone da lui trasportate – il presidente detto Barbablu, ed il vice detto “il Milanese” ‒ non si sbottonano mai. A quanto pare la cosa funziona diversamente con il suo collega Toni, a cui vengono raccontate numerose e piccanti avventure extraconiugali. È altro tuttavia ad incupire Andrea: l’ombra permanente del padre – importante imprenditore in affari con la Dream – sulla sua assunzione come autista. La prova che c’è lo zampino del genitore ce l’ha quando un giorno vede negli uffici della Dream il signor Angelo Facca, già collaboratore di suo padre. L’animo di Andrea diventa nero e decide di indagare sulla vita privata di tutti questi dirigenti, di capirne come funziona la testa, non senza un pizzico d’invidia...

GoWare è una realtà editoriale ormai di un certo peso, con sede a Firenze. Cura e pubblica ebook di ogni tipo, anche (e soprattutto) di scrittori emergenti o poco noti. Poco noto è Matteo Gennari, volato da Milano a Rio, già autore di Un succo naturale, grazie, anch’esso ambientato in Brasile e sempre pubblicato con GoWare. Questo secondo romanzo francamente però non è molto riuscito. Perché? Perché la trama non è ben sviluppata, ad esempio. Mi spiego: non pecca di originalità, sia per l’ambientazione “esotica” – descritta in maniera chiara e semplice e non per sentito dire, da vero conoscitore del posto quale è l’autore – sia per il soggetto in sé, ovvero il protagonista Andrea. La debolezza del romanzo risiede piuttosto nel mancato sviluppo della vicenda. Vicenda che è fine a se stessa e lascia il lettore con molti dubbi riguardo gli avvenimenti. Si sente fortemente la mancanza di un vero e proprio punto di rottura che segnali una svolta, un drastico cambiamento nella narrazione, perlomeno una qualche articolazione. Invece lo svolgimento procede piatto per tutto il libro salvo poi fare un salto giusto nelle ultime pagine. Salto tra l’altro annunciato all'inizio e soltanto rimandato per tutti i capitoli seguenti. A tutto questo bisogna aggiungere la mancanza di un’adeguata spiegazione di eventi che sembrano essere cruciali – gli omicidi ‒ ma che poi in realtà si risolvono con un nulla di fatto, dando adito alle più varie interpretazioni da parte del lettore lasciato troppo solo da Gennari e privo di una qualsiasi linea guida per andare avanti nella lettura.



 

 

 

 
 
 
 

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