Come ti calpesto il cuore

Sono nove anni che Giulia condivide la casa con Caterina e Vanessa, sin dai tempi dell’università, tra serate trascorse a guardare “X-Factor”, a fumare sullo stesso divano su cui Vanessa, che pure ha la sua stanza singola, non mancava di sollazzarsi con Filippo, fidanzato dell’epoca, lasciandosi andare a gemiti esagerati, a scrostare il sugo dai piatti nemmeno fosse resina e a fantasticare sul professore di neurofisiologia con gli occhi azzurri. Ora è la donna/fidanzata/amante/piccola iena (così lui la chiama) del grande chef Vincenzo Gambero a cui il suo caro amico, collega e testimone di nozze Walter Mascheroni ha finalmente trovato l’aiuto cuoco che cercava ormai da tempo: questa mattina però Giulia non ha molto tempo per fare conversazione dopo il sesso. Deve infatti raggiungere Erica, la ragazza di suo fratello, che le ha scritto dicendo di avere urgenza di parlarne. Giulia sa che suo fratello Alberto è un perfetto idiota, per non dire di peggio, è infatti è preparata a sentirsi raccontare di tutto. Quando raggiunge Erica al bar dove si sono date appuntamento, in ritardo per colpa dell’ardua ricerca di un parcheggio, scopre che la ragazza è incinta. La splendida notizia è subito offuscata dalla scoperta che Alberto, saputa la novità, considerando le responsabilità come la sua personale kryptonite, si è dato alla macchia…

Giovane dottore in scienze dell’educazione e dei processi formativi, con Come ti calpesto il cuore, dopo aver pubblicato anche molti racconti in numerose antologie, Francesco Rago, che viene da Piacenza, la città di Melchiorre Gioia e Pietro Giordani, giunge al suo quinto romanzo. Un’opera riuscita, compiuta, completa, dallo stile ampio, elegante, raffinato e avvincente. La prosa è solida, densa e strutturata, le suggestioni varie: interessante è soprattutto la composizione dialettica, lieve ma per nulla superficiale o banale, venata d’ironia attraverso il ritmo serrato dei dialoghi, credibili, che si alternano a sequenze più vagheggianti o persino oniriche e che spostano di continuo, ma senza caos, il baricentro della cronologia. Si muove infatti sapientemente tra il tempo della memoria del quotidiano e il presente in divenire per ritrarre i protagonisti, Alberto e Giulia. Fondamentalmente due persone sole a cui la propria condizione pesa, e non poco, che cercano non senza una punta di dolore il loro posto nel mondo – uno dei bisogni primari di ogni persona, che nel nostro tempo (come ricorda la citazione di Welsh in esergo, che si accompagna a un’altra, altrettanto azzeccata, di Coe, ed è singolare che entrambi i titoli citati in italiano presentino la parola “segreti”, che sono uno dei principali temi della narrazione di Rago, quelli che non riusciamo ad ammettere nemmeno a noi stessi) è diventata una vera ossessione – nel mondo attuale sempre più precario sotto ogni punto di vista, sperando di riuscire a mantenersi umani e a non soccombere alla prevaricazione.



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