Come ti cambio la vita in un weekend

Come ti cambio la vita in un weekend

La mattina del venerdì Roby è preda dei suo sogni in mondi paralleli, disturbata dal suono assordante della sveglia. Solo la consapevolezza che la settimana volge al termine le dona conforto, oltre naturalmente alle fusa che le profonde la dolce gattina Jennifer. Raggiunto il bagno, la ragazza si specchia notando che i suoi capelli sono improponibili. Esce dal portone e nota con rammarico che la sua auto è posteggiata in una posizione “ a panino”, per cui monta in auto e dà qualche colpo qua e là davanti e dietro alle sfortunate vetture poste nelle vicinanze e finalmente, dopo un centinaio di migliaia di manovre, finalmente, ormai stressata riesce ad imboccare la strada, accendendosi una sigaretta e la radio. Un quarto d’ora prima di entrare a lavoro, c’è l’imprescindibile appuntamento con Chiara per la colazione al bar sotto l’ufficio. Dopo qualche chiacchiera dedicata ai colleghi e al weekend appena trascorso, pagano la colazione ed entrano nel loro studio di commercialisti con sorriso smagliante e di convenienza, occupando le loro postazioni...

Per esprimere un giudizio su questo racconto di Patrizio Giulio Cesare Moramarco è sufficiente riportare quanto l’autore stesso sostiene nella quarta di copertina: “Mi reputo un sognatore che crede ancora nei veri valori della vita e che è sempre alla ricerca del lato positivo di ogni cosa e situazione”. Una dichiarazione che nella forma e nella sostanza esprime e riflette gli esiti bonari e ludici di una storia nella quale è davvero difficile trovare qualcosa che sia degno anche di una critica reale, alla luce del piattume raggelante che l’attraversa dall’inizio alla fine. Un racconto scritto con lo stile della maestrina elementare intenta a specificare al lettore anche lo stampatello con cui sono scritte le parole. Più che a un racconto siamo di fronte ad una dichiarazione d’intenti, che ricorda molto quei concorrenti che sono eliminati alle prime domande dei quiz e che invece di rammaricarsi del loro esito disastroso sono smaniosi di inviare i saluti a casa a tutti quelli che li conoscono.



 

 

 

 
 
 
 

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