Come uccidere le aragoste

Come uccidere le aragoste

Roma. Sembra essere una notte come tante per Claudio Amodio, un ragazzo di trentaquattro anni che lavora per un’organizzazione non governativa, si fa le canne, ama vincere le gare di apnea alla piscina del Lungotevere e frequenta assiduamente la curva sud dello stadio Olimpico. Ma non lo è. Mentre sta percorrendo la tangenziale deserta a bordo del suo Malaguti centoventicinque, di ritorno da una festa a San Giovanni, Claudio viene travolto da un grosso SUV nero che, dopo averlo ucciso, non si ferma e tira dritto, lasciandolo a terra senza vita. Tredici mesi dopo la famiglia di Claudio non conosce ancora i nomi di chi lo ha ucciso e sta ancora aspettando la verità su quella notte. Soprattutto Luca, suo fratello minore, colui che per primo ha ricevuto la telefonata che lo avvertiva dell’incidente. Il “botto”, lo chiama lui: l’evento che ha cambiato la sua vita fatta di esami in ritardo all’università, uno strano rapporto con Viola, la sua fidanzata, e pochissime amicizie. Ma ora Luca ha un obiettivo: trovare gli assassini di suo fratello. Stanare le aragoste, racchiuse nei loro duri gusci di lamiera. Trovare il loro punto molle. Fare giustizia…

La perdita, il dolore, il lutto, la vendetta: sono alcuni degli ingredienti di Come uccidere le aragoste, romanzo d’esordio dello scrittore romano Piero Balzoni: un noir psicologico che inizia con uno schianto nella notte, con una vita che si spezza, con un corpo lasciato sull’asfalto a morire da solo. Un “botto” che cambia radicalmente la vita di Luca, un ragazzo come tanti che si trova ad affrontare un lutto ancestrale, viscerale, che non gli dà pace, soprattutto perché nessuno riesce a rendere giustizia alla morte del fratello, a dare una spiegazione ad un vuoto incolmabile. Così decide di cercarla lui, la giustizia; di trasformare il dolore in vendetta. E Roma diventa un luogo di caccia, in cui la gente diventa fauna urbana: le aragoste che hanno ucciso Claudio - il lupo, il capobranco - sono infide e riescono a nascondersi, facendo perdere le proprie tracce; i genitori sono scoiattoli, i carabinieri blatte, il nonno una morbida medusa. E tra realtà, dolorosi ricordi d’infanzia e visioni, la scrittura di Piero Balzoni emerge con forza, prende a pugni il lettore costringendolo ad emozionarsi, ad entrare in empatia col protagonista, a provare la sua privazione, il suo essere inconsolabile, a cercare una catarsi che, forse, non troverà mai.



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