Come un delfino

Come un delfino

Le urla incomprensibili verso i membri della famiglia sono il ricordo più vivido che Giovanni, detto Vanni, ha di suo padre. All’epoca era ancora un bambino e non riusciva a capire cosa stava accadendo. Aveva solo paura di rimanere solo davanti al padre e dover sopportare le sue imprecazioni. Per questo tante volte Vanni ha pregato Dio affinché liberasse la sua famiglia da quell’uomo violento. Le figure più importanti nella vita del ragazzo e di suo fratello Maso sono la madre e soprattutto la nonna, Iole: lei insegna loro a ricamare, a utilizzare l’uncinetto e a parlare correttamente il francese, sua lingua madre. Il rapporto tra Vanni e Maso, il fratello minore, è simbiotico: l’amore che provano l’uno per l’altro è indissolubile e con la nascita della sorella Martina non accenna a mutare. I due sono uniti da una lotta contro gli stessi nemici: le emicranie della madre e l’ira del padre. Solo insieme riescono a riappropriarsi della loro infanzia. Ma la vita di Vanni viene sconvolta da un tragico incidente: di lui non rimane altro che un dolore straziante. Così decide di trascorrere i suoi giorni da Chiara, un’amica di famiglia. In questo periodo si avvicina alla lettura, l’unica attività che gli permette di evadere dal mondo circostante. Ma la sua vita riparte grazie ad un viaggio in Inghilterra, dove capisce, finalmente, di essere omosessuale. Chiara è l’unica persona ad aiutarlo in questo momento difficile: si sente diverso dagli altri e non sa più chi vuole essere. Poi inaspettatamente l’amore entra nella sua vita: Vanni può ancora essere felice?

Il delfino esce fuori dall’acqua, fa un tuffo in aria e ritorna ad immergersi nel mare: questi movimenti rispecchiano perfettamente la vita di Vanni e, in particolare, gli ostacoli tanto gravosi da togliergli il respiro e la forza che mostra quando deve riemergere. L’esistenza del protagonista è sempre stata opaca a causa del pesante passato che porta sulle sue spalle e del senso di colpa che attanaglia la sua vita. Negli anni della formazione della sua identità, Vanni si sente perso: sa solo cosa non vuole essere. Vive la vita come se fosse uno stato da cui non riesce a destarsi. Vanni non è mai riuscito a godersi i momenti di serenità: è sempre pronto ad aspettarsi il peggio senza catturare il presente. Questo suo modo di vivere rappresenta spesso un ostacolo nelle sue relazioni amorose: Vanni vuole essere amato ma la sua insicurezza, originata dai mostri del suo passato, non gli dà tregua. Il romanzo è diviso principalmente in tre parti: la prima dove il protagonista, in prima persona, evoca i ricordi più o meno felici della sua infanzia, la seconda in cui vengono raccontate le sue tribolazioni amorose e la terza che corrisponde all’età adulta, quando trova una parvenza di stabilità. Per questo Come un delfino risulta essere un romanzo di formazione, in cui viene dato ampio spazio al percorso di crescita del protagonista. Sono numerosi gli spunti di riflessione che si possono trovare al suo interno. Chi voglio essere? Come si può vivere aspettandosi il meglio dopo aver a lungo sofferto? Questi sono alcuni dei quesiti che Vanni si pone e che coinvolgono anche il lettore che, così, viene spinto ad un esame introspettivo inevitabile.



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