Compagne di viaggio

1989. La Romania vive il regime comunista di Ceausescu. Dominano le contraddizioni, l'orientamento alla modernizzazione si sovrappone a leggi e dinamiche non scritte, in un contrasto evidente tra vita sociale e vita privata. Una parificazione artificiale delle donne agli uomini che non tiene conto delle consuetudini. Ammesse alla vita politica e pubblica, uguali agli uomini dal punto di vista politico, le donne continuano a mantenere il loro ruolo tradizionale in famiglia e a sopportare la limitazione latente della loro libertà di scelta, come vuole la pratica degli aborti terapeutici e del controllo ginecologico. Adriana, Anamaria, Carmen, Rodica, Adriana, Mariana, Sanda, Nora, Cerasela, Ioana, Simona, Iulia, Alina, Doina, Simona, Mihaela, Otilia hanno vissuto, chi appieno, chi per poco tempo, le contraddizioni di un regime solo superficialmente moderno. Ciascuna ha la sua storia, il suo punto di vista, uno sguardo diverso nei confronti di un periodo estremamente importante per il proprio paese. A questo si affiancano le classiche preoccupazioni femminili: il rapporto tra lavoro e famiglia, la relazione tra i sessi, l'amore, la delusione, la paura della vecchiaia. Adriana Babeti, per esempio, si sofferma sull'epopea del portare le buste della spesa, la legna o gli alimenti procurati di nascosto mentre Alina Radu ricorda, ancora adolescente, il momento della preparazione per andare in discoteca. E così tutte le altre. Pezzi di vita vissuta e ricordi ancora nitidi e pulsanti…
Compagne di viaggio è un'antologia di racconti di vita: i punti di vista di diciassette donne di età diversa che hanno vissuto da varie angolazioni gli anni di un regime determinante per la storia della Romania e dell’Europa. Dan Lungu e Radu Pavel Gheo hanno raccolto le loro storie, in forma di lettera, diario o di semplice racconto, per dar voce a quella parte della società che in quegli anni rappresentava il massimo della contraddizione degli effetti del regime. Un blando tentativo di modernizzazione, di parificazione dei sessi su un substrato fatto di leggi non scritte e consuetudini estremamente divergenti. Ogni scrittrice si sofferma su aspetti differenti di quegli anni, vissuti in base all'età e alla provenienza sociale. Lo fa in modo ironico, evitando spesso di dare giudizi, ma lasciando trasparire semplicemente l'umanità e le preoccupazioni. Universali. Di genere. Uno sguardo disincantato a quegli anni che in fondo hanno creato segni indelebili sulla loro esistenza, evidenti nei racconti, in storie che potrebbero facilmente servire da base per una trasposizione cinematografica, ma che sono reali e vissute. La traduzione dei racconti è attenta agli umori e alla condizione di un'epoca in fondo lontana, consapevole di dinamiche e condizioni che hanno influito in modo determinante sul vissuto, sul linguaggio e sul modo di affrontare le loro storie. Ciò che si perde nel passaggio da una lingua a un'altra, che è anche un passaggio tra culture ben differenti tra loro, si colma di uno studio e di un'immedesimazione totale nelle storie. Storie di donne che ci raccontano di tutte le difficoltà, materiali ed emotive, che riguardano in modo universale tutte le donne, a qualsiasi cultura appartengano. A ciò si unisce comunque la base storico-culturale di un'epoca che ha segnato sensibilmente cultura, società e futuro. Ormai presente.

 

 

 

 
 
 
 
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