Con la morte nel cuore

Il signor Parsons è preoccupato, però non vuole andare alla polizia. Ha approfittato dell'ispettore che abita nella stessa strada e così Burden, che aveva deciso di passare la sua serata libera al cinema con la moglie, invece di guardarsi un bel film si trova a contenere le ansie del vicino di casa, che teme per la vita della sua Meg. Ora è con lui in quella casa ordinaria, in cui ogni mobile di scarso valore è oggetto di maniacale pulizia. Ha davanti agli occhi uno scaffale ricolmo di libri dai titoli inquietanti, che parlano di crimini efferati. Al rientro dal lavoro, circa un'ora e mezza prima, la signora Parsons non era in casa, fatto mai successo in sei anni di matrimonio, una donna onesta, predicatrice laica nella chiesa metodista, senza alcun altro interesse che la casa e il marito. L'ispettore lo rassicura, forse si è lasciato suggestionare dalle sue letture, probabilmente la signora ha solo perso l'autobus o è andata a vedere un film che è durato un po' più del previsto. Gli promette che  più tardi ripasserà e sicuramente Margaret sarà già tornata. Ma al buio nel cinema della piccola città di Kingsmarkham, l'ispettore rimugina, ha liquidato troppo rapidamente quello sposo angosciato, perché in fondo è piuttosto strano che una persona così metodica scompaia senza lasciare nemmeno un biglietto, e allora...
Pubblicato nel 1964 con il titolo Lettere mortali, questo è  il romanzo di esordio di Ruth Rendell. A condurre l'indagine insieme all'ispettore Burden compare il mitico Commissario Reginald Wexford, protagonista di numerosi romanzi che seguiranno. Lo scenario è un'immaginaria cittadina del Sussex, contea provinciale e torpida, che nei racconti dell'autrice si ritrova a essere, suo malgrado, lo sfondo di delitti che hanno origine nelle ossessioni e nelle nevrosi della società di maniera. La struttura di questa storia rispetta  il modello tipico dei gialli di tradizione britannica e come in Agatha Christie, il colpevole infine è smascherato alla presenza di tutti i sospetti. Pur essendo la sua prima opera pubblicata, sono già presenti gli elementi che distinguono lo stile della Rendell: l'attenzione al momento storico e culturale degli anni sessanta, in cui la vicenda si svolge,  la cura nella definizione psicologica dei personaggi, originali  nella loro varietà, l'importanza data alle relazioni umane, la meticolosità in ogni dettaglio, la scomposizione della realtà, "perché niente è mai come appare". L'atmosfera ambigua e misteriosa è il risultato di una narrazione sapiente, con tratti decisi, in alcune parti quasi scarni. Raffinate e colte le citazioni di poeti della letteratura inglese che aprono ogni capitolo, come eleganti riferimenti e puntuali anticipazioni di quanto si leggerà  nelle pagine seguenti. Da sottolineare la scelta, oltremodo trasgressiva, del movente del delitto, una valida testimonianza della capacità di precorrere i tempi e propensione all'anticonformismo di Ruth Rendell. Fondamentale per il pieno godimento di questa crime novel è l'ottima traduzione di Giuseppe Costigliola, che ha saputo  differenziare lo stile delle parti poetiche, da quelle narrative e epistolari, avendo cura di non tradire l'intenzione dell'autrice di collegare la sua narrazione con le parole di illustri letterati. Un gustoso poliziesco, ricco di suspense, che non dimostra i suoi cinquanta anni e spinge il lettore a indagare, seguendo le tracce tra i segreti e le caratteristiche dei personaggi, in una sorta di gara con l'autrice per scoprire il colpevole prima della rivelazione finale.

 

 

 

 
 
 
 
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