Con queste mani

Con queste mani
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1944, Repubblica Sociale Italiana. Il capitano S.A., veterano di guerra, è al comando di un efficientissimo nucleo di polizia politica che porta avanti una massacrante guerra a colpi di tortura, rappresaglie, ricatti e spie contro i partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale. Mentre gli angloamericani temporeggiano inspiegabilmente lungo la Linea Gustav a sud di Cassino e la morsa degli Alleati nel nord Europa si stringe sul III Reich in rotta, tra le alte sfere del fascismo italiano ormai si spera soltanto in fantomatiche 'armi segrete' capaci di rovesciare le sorti della guerra a favore di Adolf Hitler e Benito Mussolini. Consapevole dell'imminente crollo del regime che ha servito fedelmente per anni e del tragico destino che lo attende appena i suoi nemici di sempre arriveranno al potere, S.A. porta avanti una obliqua strategia che prevede la 'conversione' politica del suo più illustre prigioniero, un anziano architetto con appoggi in Vaticano del quale si dice che sarà il primo Presidente del Consiglio dell'Italia libera. Ma non solo il mondo che ha sempre conosciuto il capitano della polizia della RSI sta andando in rovina: anche il rapporto amoroso tra S.A. e l'algida Valeria è ormai agli sgoccioli, e l'uomo sospetta addirittura che la donna abbia rapporti con i partigiani...
Presentato ai tempi della pubblicazione come "uno dei più importanti documenti sulla guerra civile in Italia nel 1944 e 1945" (si vuole che il libro derivi da un diario del vero S.A. registrato su nastro magnetico) e con l'intento dichiarato di portare di nuovo alla ribalta i 'valori della Resistenza' così spesso citati ma non ricordati davvero (e questo - si badi bene - nel politicizzatissimo 1973! Immagino il preoccupato stesore della prefazione cosa direbbe alle prese con il cinico e disincantato immaginario collettivo del XXI secolo, nel quale la Resistenza è del tutto assente), Con queste mani è in realtà soprattutto un magnifico romanzo d'azione, davvero entusiasmante nella sua modernità. Il cinico e colto antieroe nero protagonista, che passa senza soluzione di continuità da una session di tortura ai limiti dell'umano a un tenero struggimento d'amore, da un atto di generosità e clemenza a un plotone d'esecuzione, è una figura tragica ma titanica, capace di riflessioni acutissime sulla politica, la violenza e la guerra civile (un po' troppo acute per non essere a posteriori, a onor del vero) eppure rinchiuso nel suo ruolo dannato come in una gabbia, come in una maledizione, consapevole - più degli altri - di star precipitando verso il disastro ma incapace di cambiare rotta. C'è un che di shakespeariano in questa sorta di noir 'militare' che al fascino dell'ambientazione storica e della sua natura di memoriale (per quanto dubbia) unisce la forza di una scrittura implacabile come una raffica di mitra.

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