Conan il barbaro

Conan il barbaro
Il Maul è il quartiere più malfamato e pericoloso della città di Arenjun, nel corrotto regno di Zamora. Qui – in una taverna nella quale il sangue scorre quanto scorre il vino – un giovane cimmero di nome Conan sta ascoltando con attenzione le vanterie di un laido mercante di donne proveniente da Koth, che afferma di conoscere il segreto della Torre dell'Elefante, una misteriosa costruzione nella quale il potentissimo stregone Yara custodisce la gemma dalla quel deriva il suo potere e – a quanto si dice – altri inestimabili tesori. Alla richiesta di ulteriori particolari da parte di Conan segue una accesa discussione e alla fine il corpo del kothiano accoltellato va a guarnire il pavimento, mentre il giovane barbaro si dilegua. Progetta da un po' di scalare quella torre e rubare il tesoro nascosto nonostante si vociferi di mostruosi guardiani, e decide di farlo proprio quella stessa notte. Scalate facilmente le mura attorno alla torre, Conan si cala nel giardino, e qui si imbatte in Taurus di Nemedia, conosciuto come “il principe dei ladri”: anche lui quella notte vuole derubare il terribile Yara...
Creato da Robert E. Howard nel 1932 in seguito a un viaggio in zone ancora semiselvagge sulle rive del Rio Grande, il personaggio di Conan il cimmero – destinato a rendere immortale il nome dello scrittore texano, e non solo tra i fan del genere Sword & Sorcery – ha molti legami con il precedente ciclo di Kull di Valusia. Il primo racconto pubblicato del ciclo di Conan, “La fenice sulla spada”, era infatti originariamente una storia di Kull (e tale è ridiventata anche la riduzione a fumetti targata Marvel della novella) e anche l'universo in cui si muovono i due eroi è lo stesso (addirittura i cimmeri discendono dagli atlantidei, e quindi l'autore crea un legame etnico tra i due personaggi) sebbene descritto in due ere molto lontane tra loro ed entrambe precedenti alla nostra preistoria, in una sorta di versione howardiana della teoria delle catastrofi di René Thom. Gli archetipi di questo tipo di Fantasy ci sono tutti (anzi, Conan è lui stesso un archetipo del genere), le avventure di questo guerriero proto-celtico sono violente ma tutt'altro che rozze, e traspare un humour nero che rende la lettura insolita a distanza di quasi un secolo. In soli 4 anni (Howard morì suicida nel 1936, giovanissimo) furono scritte 21 storie di Conan e un certo numero di frammenti incompiuti che sono stati poi recuperati, completati e persino riscritti da altri autori, con una gestione delle pubblicazioni postume non sempre trasparente. Fatale quindi che nell'immaginario collettivo dei lettori la saga di Conan sia un'entità spuria, imbastardita, dai contorni non sempre chiari e coerenti. Preziosissima quindi la raccolta di tutti i racconti originali in rigoroso ordine “di saga” e non di pubblicazione con l'aggiunta di dotti saggi e puntigliosa bibliografia. Un volumone che pesa più delle maledizioni di Crom ma che la Newton & Compton ha deciso di vendere a un prezzo incredibilmente basso anche e soprattutto per raggiungere il pubblico dell'ennesima trasposizione cinematografica della saga del cimmero, sicuramente poco avvezzo a percorrere di sua sponte e da solo le tortuose strade della storia editoriale delle opere di Robert E. Howard nel nostro Paese.


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