Conclave

Conclave

Nella Città del Vaticano sono passati cinque giorni dall’extra omnes proclamato dal camerlengo Veronelli. Ovvero, da cinque giorni è iniziato il conclave: al momento non c’è ancora alcuna intesa nelle votazioni: c’è chi vorrebbe un papa italiano, chi lo vorrebbe dell’Est, chi irlandese o palestinese. Ettore Malvezzi, arcivescovo cardinale di Torino, di certo non aspira a tanto, sarebbe solo contento di tornare in Piemonte quanto prima. Come ogni mattina viene svegliato da Monsignor Contarini, il suo cappellano: bisogna celebrare la consueta eucarestia mattutina, durante la quale sorgono non pochi dubbi dogmatici al cardinale. Dopo la messa il suo cappellano lo informa che è stato invitato a partecipare ad una riunione con altri vescovi italiani. La prossima votazione si terrà tra un’ora e mezza, perciò deve affrettarsi a raggiungerli. In quella sorta di colazione mascherata si parla prima del papa appena morto, da tutti ritenuto uomo di valore ineguagliabile, poi di alcuni precedenti conclavi, nei quali pure l’indecisione regnava sovrana. Solo in un secondo momento si arriva, proprio grazie a Malvezzi, al nocciolo della questione: bisogna assolutamente fare in modo che il prossimo papa sia un italiano, ed il maggior indiziato è il cardinale di Milano, Alfonso Cerini...

Conclave rappresenta molto più del banale, forse noioso, racconto di un’elezione papale. In esso ripetitività, lentezza e chiaro esito (l’elezione, appunto) della storia sono infatti frutto di una realtà ben particolareggiata (cosa mai ci può essere di avvincente nello scrivere un nome su un foglio di carta?), mentre fenomeni paranormali, avvenimenti imprevisti vanno letti non tanto in un’ottica di intrattenimento del lettore, quanto piuttosto come allegorie bibliche (varie “piaghe” infatti infestano il conclave), sia di spunti per riflettere – il libro ha il pregio di essere un sempreverde, valido per tutte le epoche – sul valore al giorno d’oggi della figura pontificia, della Chiesa come istituzione, dell’infiltrazione della geopolitica anche e soprattutto all’interno del Vaticano. Il romanzo, che appena pubblicato nel 2001 dalla casa editrice Frassinelli ha fatto incetta di premi (Scanno, Comisso, Flaiano, Stresa, Zerilli Marimò, Rapolano Terme), è stato tradotto in tredici Paesi ed è tutt’ora in corso di traduzione in altri quattro, è stato riedito quest’anno dalla Bompiani, che di Roberto Pazzi (scrittore, giornalista e poeta di caratura internazionale) sta ripubblicando tutti i maggiori successi, tra cui L’erede, Vangelo di Giuda e La stanza sull’acqua.



 

 

 

 
 
 
 

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