Contesa

Contesa
Giovanni Spuches, architetto siciliano trapiantato in Sardegna, vive un’esistenza apparentemente perfetta. Giovane e affascinante, libero professionista e insegnante di Storia dell’arte in un liceo, Giovanni non cerca la ricchezza, né i soldi facili dei grandi appalti edilizi che gli vengono offerti. È sposato con Clara, figlia di un facoltoso avvocato siciliano, che mal tollera lo spiantato genero. Giovanni ha “una mente complicata, filosofica”, che da un lato lo induce a ruminare costantemente ardimentose astrazioni, su una base di cronica insoddisfazione, dall’altro genera in lui una decisa pressione endogena che diventa pulsione libidica, che svela una personalità sensuale e intrigante. Giovanni, distratto rispetto agli eventi del suo tempo, la fine degli anni Settanta, è tormentato da un’attrazione indomabile per Maria, contesa con il cugino Salvatore, un bellimbusto affarista, compagno di intrepide avventure infantili. Maria è il corpo morbido e voluttuoso che si offre con generosità a Giovanni, è il suo spazio di spensierata leggerezza. Noncurante dei sentimenti di Clara, l’architetto Spuches si lascia piacevolmente travolgere dalla passione per Maria, anche quando la relazione con Clara sembra avere recuperato l’intimità e il piacere di un tempo. Maria soffre per quella relazione che non riesce a trasformarsi in qualcosa di più che una storia clandestina e la sua sofferenza, inascoltata da Giovanni, non tarderà ad arrivare alle orecchie di Clara…
È un libro che non si vorrebbe mai smettere di leggere quello di Lucio Paolo Alfonso, alla sua prima prova come romanziere. Ad un incipit che stenta a trovare un congruo ritmo di lettura, appesantito dai flussi onirici del protagonista e da un lessico ricercato, segue un incedere fluido. Con stile elegante e sapiente, Alfonso confeziona efficaci pagine introspettive, che ben delineano il tormento ed insieme il fermento dell’animo di Giovanni, sospeso in una realtà di semi-isolamento civile, sfiorata appena dai venti di burrasca degli Anni di piombo che soffiano sullo Stivale.

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