Conti in sospeso

Conti in sospeso
Roma. L'ex poliziotto Alessio Zeni è caduto davvero in basso: fa l'esattore nel giro delle scommesse clandestine e al tempo stesso il detective privato, e deve una grossa somma - novemila euro - a zio Pino, il malavitoso di Borgo Pio per il quale lavora. O trova i soldi in un paio di giorni - lo sa - o finisce con le ossa rotte: peccato che non sappia nemmeno dove cercarli. Oddio, ci sarebbe quel tipo che l'ha incaricato di pedinare la figlia: Alessio ha scattato un bel po' di foto della ragazza impegnata in un'infuocata notte di sesso con una bella amica, ma il tizio non pare proprio intenzionato a pagarlo, anzi è proprio sparito dalla circolazione, evidentemente non ha gradito. E invece all'improvviso, per una strana botta di fortuna, sembra che i soldi abbiano deciso di cercare Alessio e non viceversa: un misterioso individuo scortato da un paio di guardie del corpo, evidentemente un pezzo grosso, lo assolda per un lavoro apparentemente impossibile, scoprire l'identità di una ragazza che in un filmato registrato su una VHS clandestina viene stuprata con ferocia, fatta sbranare dai cani e bruciata. La cosa strana è che Alessio è uscito dalla Polizia proprio dopo che una inchiesta sugli snuff movie aveva condotto lui e il suo collega Nicola Sperlo sulle tracce di un'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione e guidata dal malavitoso Romolo Cartocci: prove non ne avevano trovate, e la storia era finita malissimo, travolgendo i matrimoni, la carriera e la vita dei due poliziotti. Alessio inizia a indagare sulla VHS, e ben presto deve convincersi che le coincidenze non esistono, perché scopre che la ragazza massacrata in video è Martina Cartocci, la figlia del boss più spietato di Roma. Gli uomini di Cartocci credono che sia stato lui a ucciderla per vendicarsi, i suoi ex colleghi lo braccano, una misteriosa ragazza lo pedina, i fantasmi del passato affiorano nella sua testa: per Alessio Zeni è ora di pagare i conti in sospeso...
Marco Minicangeli è uno che il crimine lo mastica, lo respira, lo frequenta. Almeno sulla carta, visto che è l'autore di numerosi saggi sull'argomento. Dal true crime alla fiction il passo è breve, soprattutto se la tua scrittura - e come potrebbe essere altrimenti - si abbevera di verosimiglianza, ha il sapore di sangue e il puzzo di cordite della cronaca nera, è tagliente e senza fronzoli come il rapporto di un profiler o il verbale di un interrogatorio. Tra citazioni (impossibile nelle convulse pagine iniziali non pensare a 8 mm - Delitto a luci rosse di Brian De Palma) e piacevolissimi cliché di genere, Conti in sospeso si segnala anche e soprattutto per la sua ambientazione, una Roma dalla toponomastica scrupolosa (tranne qualche piccola imprecisione: perché il centro sociale del Trullo si chiama La Torre e non Il Faro, ad esempio?) e dal fascino canagliesco. Il Borgo Pio di Minicangeli non ha nulla da invidiare al Bronx o a South Central, e anzi li surclassa grazie a un afflato popolare che rende la vicenda umana e poliziesca di Alessio Zeni un vero gioiellino che si legge - come suol dirsi spesso a proposito - d'un fiato.

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