The contractor

Dall’alto deve apparire come un piccolo gruppo di macchie nere su di un fondo bluastro, uno sperduto arcipelago di origine vulcanica immerso nell’oceano. Abbandonato agli inizi del Novecento da coloni belgi spinti fin lì dalla forza della speranza ma rimasti inappagati in quanto a fortuna, l’insieme di isole è ora terra di nessuno. I cunicoli di quei cercatori d’oro rappresentano il posto adatto per insediare una fitta rete di celle sorvegliate da trog. Eccoci a Omega, centro di interrogatori per conto dell’Oga, nome fittizio che in realtà cela la sigla CIA. George Young, ex soldato che ha combattuto la guerra del Golfo, è un contractor pagato dal governo per svolgere mansioni di massima riservatezza, scottanti inchieste su prigionieri accusati di terrorismo. Lo affiancano Jamal, interprete di lingue mediorientali, e l’agente Bertie. Durante l’interrogatorio del prigioniero 4141 tutto va storto: la morte del detenuto aprirà una crepa nella coscienza di George, voragine destinata a ingrandirsi...
Inserito - non a caso - nell’elenco dei migliori libri stilato dall’associazione dei librai americani, The contractor è un testo di grande qualità, che fa della scorrevolezza una delle sue doti più evidenti. Scritto in prima persona, il flusso della narrazione segue i pensieri del protagonista, sviluppandosi secondo molteplici digressioni che ampliano il quadro d’insieme sulla vita di George Young. Alle toccanti immagini di guerra, si affiancano divertenti episodi dell’adolescenza - tra cui spicca una gita in Marocco stile: zaino in spalla, chiacchiere in circolo, abuso di droghe e puttane - reminiscenze infantili e riflessioni sulla vita adulta, la quale porta a confrontarsi quasi inevitabilmente con un matrimonio infranto, una nuova compagna, dei figli, i problemi sessuali e una sfortunata serie di lavori: non ultimo - appunto - quello di Contractor. La peculiarità di quest’opera è certamente la leggerezza che esprime nonostante la tematica affrontata: alternando sorrisi a profonde riflessioni, ci ricorda come l'impegno alle volte si sposi con l’ironia.

 

 

 

 
 
 
 
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