Conversazione con Luigi Magni

Conversazione con Luigi Magni
“Sono comunista da cinquant'anni ma cristiano da venti secoli”. La vita, la carriera, l'arte, il pensiero e i ricordi di uno dei registi cinematografici italiani più bravi e sottovalutati degli ultimi decenni, Luigi Magni, in una lunga ed emozionante intervista raccolta dalla giornalista Marina Piccone. Nelle parole di Magni rivivono i tempi della scuola durante la Guerra d'Africa con le figurine dei comandanti nemici vendute sui banchetti dei dolciumi, il mito di Faccetta Nera e della libertà sessuale, la Roma senza più uomini della II Guerra Mondiale nella quale i ragazzini spadroneggiavano, le scorribande notturne sfidando il coprifuoco, l'oscuramento, la fame, le cimici che infestavano gli appartamenti, i pericolosissimi bagni al Tevere, la prematura scomparsa di padre e madre e l'avventura di crescere soli in quattro fratelli e una sorella, la povertà, il liceo, la scoperta del jazz, il lavoro come controllore del traffico aereo a Ciampino e come ghost-writer per il Cinema, l'incontro con la moglie Lucia Mirisola, scenografa e costumista d'eccezione, il grande successo come sceneggiatore, la scoperta di Carosello e il mestiere di copywriter pubblicitario, la 'beffa' di Rugantino – commedia musicale di clamoroso successo da quasi mezzo secolo - per cui non ha ricevuto diritti d'autore, il debutto alla regia cinematografica con “Faustina” e il successo con “Nell'anno del Signore” (tra i primi 15 incassi della storia del cinema italiano, in programmazione per 6 mesi consecutivi al cinema Metropolitan di Roma), la televisione, l'amicizia con Marcello e Ruggero Mastroianni, Gigi Proietti, Armando Trovajoli ma soprattutto con Nino Manfredi, praticamente un fratello...
Il cinema di Luigi Magni fatica a trovare la considerazione che merita tra gli appassionati (soprattutto i più giovani), gli addetti ai lavori, gli studenti: colpa secondo alcuni di un certo snobismo 'nordista' della critica verso l'ambientazione romana e il vernacolo romanesco che ne caratterizza la maggior parte, secondo altri della fama di 'mangiapreti' di Magni, e secondo noi di una reperibilità in home-video a dir poco assolutamente insufficiente. Il volumetto edito da Effepi può forse stimolare la curiosità di chi (orrore!) non ha mai visto capolavori come “La Tosca”, “Nell'anno del Signore”, “In nome del Papa re” o “Scipione detto anche l'Africano”. Per chi invece come noi ha già una quasi-venerazione per lo stile e la verve di Magni l'occasione è ghiotta per approfondire qualche aspetto, scoprire aneddoti gustosi e retroscena inediti (in appendice anche qualche foto mai vista da set in giro per il mondo) o semplicemente godersi i racconti del grande regista e illustre concittadino su quella Roma che, come scrive Walter Veltroni nella prefazione del volume, “Magni ricorda come una città-paese fatta di quattro strade e allo stesso tempo città senza età, avvolta di Storia e di fascino, nella quale tutto il tempo è già stato fissato nella sfrontatezza della sua bellezza, nella poesia dei suoi colori, nell'umanità che ha contenuto e contiene, nella durezza e nell'eternità della sua Storia”.

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