Coral Glynn

Coral Glynn
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Primavera 1950. Coral si è appena trasferita per lavoro a villa Hart, a diversi chilometri da Harrington, nel Leicestershire, in una zona piuttosto isolata ed umida vicino al fiume, circondata dal verde dei prati e della foresta, chiamata Foresta Verde. Nella villa vivono Mrs. Hart, che Coral è incaricata di assistere poiché malata di cancro in fase terminale, e il figlio, il maggiore Clement Hart, reduce di guerra con una gamba ferita e l’altra ustionata, costretto ad utilizzare un bastone per poter camminare. Nella villa lavora anche Mrs. Prence, che si occupa delle faccende domestiche e della cucina. Coral è la terza infermiera arrivata a villa Hart. I motivi per cui le altre hanno abbandonato il lavoro non sono ben chiari, e ciò ha dato adito alle più svariate congetture tra la gente del paese vicino. Coral inizia il nuovo lavoro che fin da subito appare piuttosto pesante. Nei momenti di pausa, approfittando del riposo di Mrs. Hart, Coral trascorre il suo tempo libero passeggiando nella Foresta Verde, seguendo sentieri diversi che le permettono di scoprire i dintorni della villa. L’atmosfera a villa Hart è, infatti, piuttosto pesante. Mrs. Prence non sembra gradire la presenza della nuova infermiera e il maggiore Hart è un tipo piuttosto solitario, con cui Coral riesce a scambiare solamente poche e brevi conversazioni tra una pausa e l’altra…

Coral Glynn è il sesto romanzo di Peter Cameron. La storia ruota attorno alla protagonista e ad un limitato numero di personaggi, che riempiono una trama fitta di accadimenti, la cui suddivisione spaziale e temporale è scandita dalle cinque parti in cui è articolato il romanzo. L’autore sin dalla prima pagina immerge il lettore in un’atmosfera tipicamente inglese degli anni ’50: una delle tante ville avvolte dalla umida campagna britannica. E regala al lettore squisiti affreschi dell’Inghilterra del dopoguerra. In una intervista rilasciata a “La Stampa” per l’uscita del libro nel 2012, lo scrittore statunitense sosteneva che aveva scelto quell’ambientazione perché, mentre scriveva il suo libro, stava leggendo numerose grandi autrici britanniche del XX secolo e che era quindi inevitabile che le loro opere finissero per contaminare le sue pagine quasi senza accorgersene. Oltre all’ambientazione ben riuscita, la potenza di questo romanzo sta sicuramente nella trama (con un buon ritmo e un finale inaspettato) e nelle atmosfere che si percepiscono, grazie anche allo stile scorrevole, asciutto, raffinato ed intenso dello scrittore. Ma soprattutto nelle descrizioni dei personaggi, tanto degli uomini quanto delle donne, ai quali Cameron dà ampio spazio, descrivendone sapientemente il carattere, nelle sue diverse sfaccettature, le fragilità ed i punti di forza.



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