Corpi da reato

Corpi da reato

5 giugno 1998: da una base d’asta di 150 mila dollari vengono battute le quattordici lettere d’amore che Lana Turner mandava al gangster Johnny Stompanato tra l’ottobre del 1957 e il marzo 1958. Il 4 aprile dello stesso anno la relazione viene troncata dalla figlia della donna, la quattordicenne Cheryl Crane, la quale accoltella Stompanato per difendere la madre dalle sue violenze... Domenica 2 gennaio 1994. A Los Angeles vengono trovati i cadaveri di Ronald Godman e Nicole Brown Simpson, ex moglie di O. J. Simpson, giocatore di football ed attore di Hollywood. Per cinque anni O. J. Aveva sistematicamente picchiato la moglie. Si apre, così, uno dei processi che raggiungerà un’altissima risonanza e livello mediatico… Giugno 1958, il cadavere di una donna viene ritrovato seminudo, abbandonato in un vicolo di Los Angeles, tra i cespugli accanto al campo di atletica di un liceo di El Monte, in periferia. La vittima è Geneva Hilliker Ellroy, di 43 anni. È stata strangolata e il suo assassino non verrà mai trovato. Nel 1938, a 23 anni, Geneva aveva vinto un concorso di bellezza e nel 1940, già divorziata, si era innamorata di Armand Ellroy. La Morte di Geneva avviene undici anni dopo un omicidio efferato che si consuma a Los Angeles, quello di Elizabeth Short, la Dalia Nera…
Queste vicende ed altre sette, compongono il collage di Corpi da reato, raccolta di racconti ed articoli pubblicati su “GQ” dal 1993 al 1999, divisa in due nuclei narrativi. Nella prima parte Ellroy analizza la realtà corrotta di Los Angeles, novella Sodoma, con un particolare occhio di riguardo nei confronti del mondo del giornalismo d’assalto e della violenza quotidiana che inghiotte i suoi abitanti come un vortice implacabile. L. A. la “giungla glamour” in cui “arrivi spregiudicato, riparti pregiudicato”, la culla dei sogni sbagliati e dei fallimenti personali, la città dei delitti irrisolti, come quello di Elizabeth Short, la Dalia Nera, ritrovata brutalmente assassinata e fatta a pezzi a Leimert Park o di Geneva Hillier Ellroy, la madre dello scrittore - che all’epoca aveva appena dieci anni. Proprio il tema materno è al centro della seconda parte della raccolta, in cui Ellroy affronta la storia del suo dolore, che si acutizzava ogni qualvolta che la Città degli Angeli restituiva un cadavere di una donna; racconti in cui è difficile capire cosa è frutto della cronaca e cosa è stato partorito dalla geniale mente dell’autore, il quale nel racconto dedicato alla madre, “L’assassinio di mia madre”, visiona il dossier dell’omicidio con tutti i verbali, gli interrogatori e le agghiaccianti foto del delitto. Una morte che, per dirla con le parole di Ellroy, “corruppe e ingagliardì la mia immaginazione. Mi liberò e al contempo mi imprigionò. Si appaltò il mio curriculum mentale. Mi laureai in omicidio con specializzazione in donne vivisezionate. Crebbi e scrissi romanzi sul mondo maschile che sanciva le loro morti”. Romanzi su cadaveri, o corpi… da reato.

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